Monastero Bormida si mobilita: sindaci, agricoltori e cittadini uniti contro l’inceneritore

Sala piena a Monastero Bormida per l’assemblea pubblica contro il progetto dell’inceneritore che la Regione Liguria intende realizzare per chiudere il ciclo dei rifiuti. Un incontro partecipato, con la presenza di numerosi amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni piemontesi, associazioni e cittadini provenienti da entrambe le sponde della Valle Bormida.

Tra i messaggi più apprezzati quelli arrivati dal presidente della Provincia di Asti e da numerosi sindaci del territorio, che hanno ribadito il proprio sostegno alla mobilitazione nata per difendere la valle da un’opera considerata incompatibile con la vocazione agricola, turistica e ambientale dell’area.

Durante la serata sono stati illustrati i passaggi amministrativi che hanno portato la Regione Liguria ad avviare la procedura per individuare il sito dell’impianto. Diversi relatori hanno evidenziato come la classificazione dell’inceneritore come “opera strategica” possa ridurre il peso del parere dei territori interessati, alimentando la preoccupazione delle comunità locali.

Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti economici. Secondo gli intervenuti, il sistema di partenariato pubblico-privato previsto dalla Regione rischia di vincolare per decenni i cittadini al conferimento di grandi quantità di rifiuti indifferenziati, proprio mentre l’Unione Europea chiede di aumentare drasticamente raccolta differenziata, riciclo ed economia circolare.

Particolarmente seguiti gli interventi dedicati alle possibili ricadute sanitarie e ambientali. Sono stati citati studi epidemiologici e ricerche che evidenzierebbero effetti negativi associati alle emissioni degli inceneritori, pur nel rispetto dei limiti di legge. Secondo i relatori, il problema non riguarda soltanto le emissioni dirette ma anche le ricadute sul territorio, sull’agricoltura e sulla qualità delle produzioni locali.

Non a caso il mondo agricolo è stato indicato come uno dei protagonisti della mobilitazione. Vino, formaggi, allevamenti, produzioni biologiche e turismo rurale rappresentano oggi una parte importante dell’economia della Valle Bormida e delle vicine Langhe. Molti interventi hanno sottolineato come il semplice accostamento tra un territorio e un inceneritore possa danneggiare l’immagine costruita negli anni da produttori e operatori turistici.

L’assemblea si è conclusa con un appello all’unità tra cittadini e amministratori. Più volte è stato ricordato che la partita è soltanto all’inizio e che nessuna decisione definitiva è stata ancora presa. Per questo motivo i promotori chiedono una mobilitazione ampia, capace di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni, affinché la battaglia contro il termovalorizzatore diventi una difesa collettiva del futuro della valle.

Il messaggio emerso dalla serata è stato chiaro: la Valle Bormida non vuole essere ricordata come il luogo scelto per ospitare l’inceneritore della Liguria, ma come un territorio che ha saputo trasformare le ferite del passato in un modello di rinascita agricola, ambientale e turistica.

LE SLIDE DELLA SERATA

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