È accaduto ieri notte, ma nessuno avrebbe dovuto saperlo. Il sindaco Marco Russo e l’assessore Pasquali, immaginiamo con mascherina, cappello e passo felpato per non farsi riconoscere, hanno affiancato gli operatori ecologici per osservare da vicino la famigerata raccolta porta a porta. Una visita che, in altri tempi (o meglio: con altri obiettivi), sarebbe stata accompagnata da fotografi, comunicati stampa, e post celebrativi a profusione. Questa volta no.
Nessuna foto ufficiale, nessun annuncio, nessun selfie con i sacchetti. La notizia è trapelata solo perché, all’interno del Comune, qualcuno non ha resistito al gusto del racconto. I paparazzi, allertati tardi, li hanno cercati invano. Tutto è avvenuto in gran segreto, in uno stile quasi da operazione dei servizi deviati.
E viene da chiedersi: come mai tanto riserbo da parte di un’amministrazione che della comunicazione ha fatto il proprio baluardo? Forse perché la realtà della raccolta porta a porta è difficile da incartare con una buona narrazione. Forse perché – al di là della retorica green – il sistema mostra tutte le sue crepe. O forse, semplicemente, perché quando il fallimento inizia a puzzare, meglio indossare una maschera. E passare inosservati.






