
Il maltempo è tornato a colpire duramente la provincia di Savona. Una giornata, quella di martedì 20 ottobre, caratterizzata da piogge particolarmente intense, allagamenti, strade interrotte, frane e situazioni di pericolo che hanno interessato numerose località del territorio.
Le immagini che arrivano dai diversi comuni raccontano meglio di tante parole ciò che è accaduto: strade trasformate in torrenti, acqua che invade carreggiate e attività commerciali, automobilisti in difficoltà e cittadini costretti a fare i conti, ancora una volta, con le conseguenze di precipitazioni eccezionali.
A Savona la pioggia ha messo in difficoltà diverse zone della città. Il sottopasso di via Giacchero è stato chiuso per allagamento, mentre in piazza del Popolo la caduta di un grosso ramo ha colpito una donna di circa sessant’anni, trasportata in ospedale.
Particolarmente critica la situazione nelle Albisole, dove si sono registrati allagamenti di strade e attività commerciali. Ad Albissola Marina l’acqua è entrata in alcuni negozi del centro storico, mentre ad Albisola Superiore il rio Basco è fuoriuscito dal proprio alveo. Una frana ha inoltre interessato la zona di Ellera.
Disagi anche ad Albenga, con strade e piazze del centro allagate, e ad Alassio, dove sono state segnalate frane. Problemi alla viabilità si sono verificati anche in altre località della provincia.
I numeri diffusi da Arpal danno la misura dell’intensità della perturbazione: nel Savonese sono stati registrati accumuli di pioggia impressionanti, con valori che in alcune zone hanno superato i 200 millimetri nell’arco di poche ore.
Ma accanto alla cronaca di una giornata difficile c’è una questione che non possiamo continuare a ignorare.
La Liguria è un territorio fragile, stretto tra montagne e mare, attraversato da torrenti che possono trasformarsi rapidamente in corsi d’acqua impetuosi. Le precipitazioni di oggi sono state particolarmente violente e sarebbe sbagliato attribuire automaticamente ogni allagamento alla mancata manutenzione.
Eppure, proprio perché conosciamo questa fragilità, la prevenzione dovrebbe rappresentare una priorità assoluta.
Pulizia dei tombini, manutenzione dei rii, controllo delle alberature, verifica delle reti di smaltimento delle acque piovane, monitoraggio dei versanti e interventi sulle situazioni già conosciute come critiche: sono attività che non fanno notizia come un’inaugurazione, ma possono fare la differenza.
Ogni volta che arriva un’allerta meteo si chiudono scuole, sottopassi, parchi e strade. Sono misure necessarie per proteggere la popolazione. Ma non possono diventare l’unica risposta di un territorio che deve imparare a convivere con eventi meteorologici sempre più impegnativi.
Le allerte servono a salvare vite. La prevenzione serve a ridurre i rischi e i danni. Sono due cose diverse, entrambe indispensabili.
Non basta intervenire quando l’acqua è già entrata nei negozi, quando una strada è diventata impraticabile o quando una frana ha interrotto un collegamento.
Occorre chiedersi quali siano le criticità note, quali interventi siano stati programmati, quanti siano stati realizzati e quanti, invece, continuino a essere rinviati.
Naturalmente non tutte le conseguenze di precipitazioni così intense possono essere evitate. Ma questo non deve diventare un alibi per rinunciare a migliorare la sicurezza del territorio.
Le fotografie che pubblichiamo testimoniano quanto accaduto in queste ore. Non sono soltanto immagini di una giornata di maltempo: sono anche un invito a riflettere sulle condizioni delle nostre città e dei nostri paesi.
Perché la pioggia non si può fermare. Ma i problemi conosciuti non dovrebbero aspettare il prossimo temporale per essere affrontati.
E soprattutto, quando tornerà il sole, sarebbe bene non dimenticare ciò che oggi abbiamo visto.
