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Mentre nel resto del mondo
l’incontro con un animale selvatico è accolto con meraviglia e rispetto per la natura che resiste, in Liguria basta un lupo in cerca di territorio o un presunto topo di passaggio per
mandare nel panico interi quartieri di Spotorno e Vado Ligure.
Ne restano sconcertati l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) e il Partito Animalista Italiano (PAI), che faticano a comprendere come si possa ancora alimentare un allarmismo privo di basi reali.
A Spotorno, salvo che non si scopra trattarsi dell’ennesimo “lupo meticcio” (cioè un cane somigliante), con tutta probabilità si è trattato di un giovane esemplare in naturale “espansione”: un maschio o una femmina allontanato dal branco d’origine e in cerca di un nuovo territorio o di un compagno. Come confermano etologi e zoologi, questi spostamenti non hanno alcun intento predatorio e non rappresentano nessun pericolo per adulti, bambini, cani o gatti.
Quanto ai topi, il PAI e l’OSA ricordano che riempire le città di esche velenose serve solo a far morire pochi animali tra atroci sofferenze e a contaminare ulteriormente l’ambiente. La vera soluzione è una corretta gestione dei rifiuti,soprattutto di quelli alimentari: dove c’è pulizia, i topi non restano, e in mancanza di cibo la popolazione tende naturalmente a ridursi. Infine, per chi ancora teme epidemie, basta una rapida verifica presso i servizi di igiene pubblica per scoprire che i casi di zoonosi trasmesse dai topi sono praticamente pari a zero.
In una regione che convive serenamente con certi tipi di “ratti” ben più pericolosi – quelli che rosicchiano il territorio, la costa e le risorse pubbliche – forse un vero topo o un lupo di passaggio non dovrebbero fare così paura.