Ancora a proposito di trasparenza e di controllo, segnalo quanto segue: sembra che l’Assessore ai Lavori pubblici e Ambiente abbia scritto al Difensore Civico regionale che i pini da abbattere nei giardini delle Scuole sono 6.
È opportuno che i consiglieri verifichino e accertino, se vero, quali siano i motivi della discrepanza con il progetto approvato, che prevede l’abbattimento di tutti i 15 pini.
Un altro esempio di necessità della trasparenza riguarda un episodio che ha sollevato parecchia inquietudine e reazioni veementi a seguito di uno spettacolo pirotecnico privato nella spiaggia del Buffoü.
Il fatto, sostenuto dal Comune, che gli autori fossero privi dell’autorizzazione necessaria, associato all’incidente che ha portato a morte un cagnolino spaventato, ha scatenato la reazione di una moltitudine di cittadini. Alcuni di questi, però, si sono dimostrati dubbiosi sul particolare che mancasse l’autorizzazione perché la Ditta ha dichiarato di averla e così si è di nuovo assistito alla genesi di schieramenti contrapposti.
Io trovo veramente strano che un’impresa specializzata ad allestire tali spettacoli agisca con tanta leggerezza, così da mettere a repentaglio la propria attività.
L’episodio può apparire di scarsa rilevanza, a parte il non trascurabile effetto dei fuochi d’artificio sui nostri amici animali (ma non si possono fare senza i botti?), e invece costituisce la prova che ormai i cittadini sono abituati, da parecchi anni, a giudicare senza prove, fatto di estrema gravità.
Consiglieri, sarebbe vostro compito accedere ai documenti e rendere pubblica la verità.
Un altro caso di maggior consistenza politica e mediatica si è palesato recentemente con diversi articoli di stampa riguardanti la richiesta di concessione demaniale presentata al Comune di Celle Ligure dalla Soc. Punta dell’Olmo (quella della Colonia Bergamasca), per l’allestimento di un approdo privato presso la scogliera. Riferisce la stampa che il Comune ha negato la concessione con la motivazione che la percentuale delle spiagge libere non raggiunge, a Celle, la percentuale minima di legge del 40%. Punta dell’Olmo, è scritto, ha presentato ricorso al TAR Liguria, il quale ha fatto sapere che sta approfondendo quest’ultimo aspetto.
Sono veramente perplesso: perché il Comune ha negato la concessione adottando quella strana motivazione? Quella scogliera e il mare antistante niente hanno a che vedere con la costa balneabile; l’accoglimento o la negazione della concessione non portano ad alcuna variazione nel rapporto del 40%, che in ogni caso rimane tale.
Sono perplesso, ripeto, perché, come esiste un Piano Urbanistico comunale che ci dice dove è possibile edificare, esiste un Piano di Utilizzo della Aree Demaniali marittime (PUAD) che ci dice dove è possibile e dove è precluso rilasciare concessioni. In corrispondenza di quella scogliera il PUAD esclude ogni concessione, punto! La risposta negativa del Comune sarebbe stata semplicissima e incontestabile: No, perché è vietato dal Piano. Nessun ricorso sarebbe stato possibile. Invece c’è la possibilità che il TAR dia ragione ai richiedenti e la concessione venga accordata. A voi consiglieri, soprattutto quelli di minoranza, spetta il compito di verificare quanto ho scritto, rendendo pubblica la conclusione, e chiedere agli Uffici ed alla Giunta di provvedere nel caso di riscontro positivo.
Luigi Bertoldi del gruppo Rinascita






