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Lorenzo Zunino: Madre Natura e l’ambiente vanno a farsi benedire! Allarme inquinamento falde nel Ponente savonese

In relazione alla grave situazione ambientale recentemente riscontrata nei comuni di Pietra Ligure e Borgio Verezzi, a seguito di analisi eseguite in alcuni pozzi dei rispettivi acquedotti, mi permetto, da semplice cittadino, di scrivere le seguenti osservazioni.

Dopo decine di anni di sfruttamento intensivo dei territori, avvenuto in riviera come in quasi tutte le località del paese, l’ambiente presenta inesorabilmente il suo “conto” ricordando a tutti, amministratori pubblici, speculatori edilizi, imprenditori senza scrupoli, e incolpevoli cittadini, che ad ogni azione corrisponde sempre una reazione, e che, come si dice, “prima o poi i nodi vengono al pettine…”

Venendo alla questione che interessa, al momento, i comuni di Pietra Ligure e Borgio Verezzi (ed in maniera minore il comune di Villanova d’Albenga), abbiamo appreso dai Sindaci che, a seguito di alcuni controlli eseguiti dalla Servizi Ambientali in alcuni pozzi, sono presenti PFAS in misura superiore ai valori di legge.

In primo luogo, possiamo senza dubbio osservare che i due amministratori (di Pietra e Borgio), a quanto noto leggendo gli articoli di stampa o vedendo le interviste rilasciata al Tg3 Liguria, non hanno rivelato i livelli degli inquinanti riscontrati nelle analisi rispetto ai valori limite di legge. Si sono limitati a dire che i risultati erano in un pozzo (a Borgio) oltre i limiti.

Il Sindaco di Borgio Verezzi Daquino ha dichiarato al tg3 che il pozzo inquinato sarà dotato di impianto di filtraggio (al costo presunto di circa 400.000 euro) “nella speranza che il problema sarà risolto entro le festività natalizie, è un intervento importante, ma risolutivo per tutta la comunità ”.

Il Sindaco di Pietra Ligure De Vincenzi al tg3 Liguria nel servizio del 14/10 si è limitato a dire “stiamo dotando il paese di 3 autobotti e metteranno serbatoi nelle scuole, nell’asilo nido, dove ci sono le mense …cercheremo di dare risposte nelle situazioni più delicate”. La realtà è, come sempre, molto diversa, i disagi per la popolazione sono tanti e ci sono persone anziane che non riescono nemmeno a recarsi presso le 3 autobotti, figuriamoci a riempire pesanti taniche. Il Sindaco di Pietra non fa nemmeno menzione delle eventuali responsabilità dei vertici di Servizi Ambientali, gestore del servizio idrico che doveva effettuare prima i controlli.

Dato che i cittadini non sono (in genere) così stupidi come molti politici credono, osservo che in questa situazione sarebbe stato più corretto, senza creare allarmismi, che i Sindaci avessero riferito e pubblicato i valori reali riscontrati dalla società incaricata.

Questo perché un conto è superare di poco un limite (come a Villanova in base a quanto il relativo sindaco ha dichiarato), un altro è superarlo di ben 24,85 volte (somma di 4 PF= 0,497 limite 0,02 microg/l) e 6,04 volte (somma di PFAS= 0,6049 limite 0,10 microg/l) a Pietra Ligure (risultati del 12/10/26),

e di superarlo di ben 206 volte (somma di 4 PF = 4,126) e 48 volte (somma di PFAS=4,802 ) a Borgio Verezzi (risultati del 12/10/26).

I risultati delle analisi eseguiti dalla Chelab s.r.l. sono stati reperiti (non troppo facilmente) dal sito di Servizi Ambientali (solo da pc perché da smartphone non si riesce)

Si desume quindi che la falda nel sottosuolo di Pietra e Borgio è purtroppo gravemente inquinata.

Anche l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), già nel 2016 aveva deliberato le Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel d.lgs. 33/2013 per le Amministrazioni pubbliche. Pertanto, gli obblighi di trasparenza su petizioni di cittadini/associazioni ecc. sono vigenti da tempo e chiunque interessato potrà presentare istanze ai rispettivi Comuni.

Dato che, al momento, dalle analisi emerge che il bacino inquinato sia quello di Pietra Ligure / Borgio, e che nella zona (almeno fino a Calizzano) non sembra via siano industrie, è probabile che la falda sotterranea sia stata contaminata da inquinanti provenienti dalla val Maremola in cui erano presenti discariche di rifiuti, anche tossico-nocivi abusivamente stoccati nei pressi di Magliolo (segnalazioni ai Carabinieri già nel 1992) con ulteriore inchiesta relativa a interramento di rifiuti tossico-nocivi sul greto del fiume Bormida che già all’epoca si sospettava avesse raggiunto la falda. Non si hanno notizie di bonifiche dei terreni e del sottosuolo eseguiti in passato nelle rispettive località.

E’ noto che i PFAS si diffondono nel sottosuolo anche a grandi distanze dal punto di infiltrazione nel terreno e permangono per molto tempo nell’ambiente.

Purtroppo l’inquinamento della falda potrebbe essere presente da decenni senza che qualcuno (Comuni / Provincia / Regione / Gestori delle acque) avesse mai pensato di eseguire il benchè minimo controllo.

Nel mese di luglio scorso sono entrati in vigore i nuovi limiti di legge sulla potabilità dell’acqua, dopo una precedente proroga di 6 mesi.

Considerato che l’entrata in vigore dei nuovi limiti di legge risaliva al decreto legislativo n. 102/2025 (successivo a direttive europee), ed era quindi già nota agli enti competenti, con ulteriore proroga di sei mesi fino al 13/7/26, la domanda sorge spontanea: ma i vari Sindaci e la gestione di Servizi Ambientali (società partecipata da diversi comuni savonesi) non potevano o meglio DOVEVANO eseguire prima i controlli ?

La proroga all’entrata in vigore dei nuovi limiti per la potabilità delle acque era stata concessa proprio al fine di verificare ed eventualmente predisporre i necessari interventi da parte dei gestori dei servizi idrici.

Invece, per quanto noto, nel savonese non sono mai stati effettuati controlli relativamente ai PFAS nonostante l’imminente scadenza di legge e nonostante in altre regioni il problema dell’inquinamento da queste sostanze era già emerso da diversi anni.

Così facendo, anzi non facendo nulla, la scoperta della falda inquinata nel savonese sarebbe avvenuta solo lo scorso mese di settembre a Borgio Verezzi e a ottobre a Pietra Ligure, con la situazione di emergenza attuale, i conseguenti disagi per la popolazione, per i turisti e l’immagine delle località, con i conseguenti danni anche per le attività economiche.

La Servizi ambientali ed i sindaci hanno atteso fino alla scadenza di legge perdendo tempo prezioso che poteva invece essere impiegato per eseguire gli interventi necessari a suo tempo.

Ma come al solito, sicuramente, i pensieri dei nostri Sindaci / amministratori comunali erano (e sono) rivolti altrove: proprio oggi, passeggiando per il centro storico quasi deserto di Pietra Ligure, ho notato nelle bacheche comunali la convocazione del Consiglio Comunale relativa alla variante del progetto edilizio ex Cantiere Navale. Questo fa tornare in mente che anche grazie alla cementificazione massiccia avvenuta a partire dagli anni 60-70 e che continua più che mai ancora oggi a Pietra Ligure, con la sempre minore presenza di verde ed alberi (i pini marini rimasti negli spazi pubblici sono ormai pochissimi), l’assenza di depurazione fognaria ecc., la natura si rivolti contro il territorio e “punisca” gli abitanti restituendo acqua inquinata.

La Servizi ambientali è nota per aver riscosso , da anni e fino ad oggi, il canone relativo alla depurazione fognaria anche da parte di comuni privi di collegamento all’impianto di Borghetto S.S. (tra cui anche buona parte di Pietra Ligure e Borgio Verezzi), grazie anche al “supporto” di Sindaco (e quindi Consiglio Comunale) di Pietra Ligure che in una seduta consigliare del giugno 2025 aveva stabilito che gli utenti dovessero pagare comunque la quota depurazione…

La stessa Servizi ambientali che aveva (ed ha) il compito di fornire contrattualmente acqua potabile alla cittadinanza dovrà essere chiamata a risarcire il danno arrecato che però non è nemmeno calcolabile in termini salute pubblica. Questo per non avere eseguito alcun controllo in precedenza nonostante la questione PFAS fosse di dominio pubblico da diversi anni e per non aver fatto controlli e verifiche prima e durante la proroga semestrale di entrata in vigore dei nuovi limiti.

Infine, la notizia della presenza di PFAS ed acqua inquinata nel savonese si sta rapidamente diffondendo a livello nazionale. Commercianti, albergatori, ristoratori, gestori di stabilimenti balneari e immobiliaristi che investono in operazioni edilizie dovranno rendere conto del danno d’immagine ed economico al loro amato sindaco.

Vista la gravità della situazione ambientale, si prevedono azioni legali e class action da parte di cittadini e associazioni per ottenere il biomonitoraggio e la sorveglianza sanitaria sugli abitanti nelle zone esposte agli PFAS (come avviene da anni in altre zone colpite), e per ottenere, per quanto possibile, i giusti risarcimenti per i danni subiti, sanitari e materiali.

Grazie per l’attenzione
Lorenzo Zunino

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