Loano, il taglio di 47 palme e la politica dell’emergenza

A Loano si torna a discutere delle palme della passeggiata a mare. Una vicenda che va ben oltre il semplice abbattimento di alcuni alberi e che pone una domanda scomoda: possibile che la manutenzione e la prevenzione debbano sempre arrivare dopo i problemi e mai prima?

Negli ultimi anni il tema delle palme è stato affrontato più volte. Perizie, verifiche tecniche, controlli sullo stato di salute degli esemplari e valutazioni sui possibili rischi per la sicurezza pubblica. Un percorso che avrebbe dovuto portare a una programmazione degli interventi e a una gestione ordinaria del patrimonio verde cittadino.

Invece, secondo quanto denuncia il gruppo di opposizione Nuova Grande Loano, si è arrivati ancora una volta alla soluzione più drastica dopo che la situazione era ormai degenerata.

La consigliera comunale Luana Isella sintetizza così la vicenda:

“Prima si fanno le perizie sulle palme.
Poi si scopre che non c’è un rischio immediato di crollo, ma che servono interventi di manutenzione.
Poi non si fa nulla.
Poi arriva una tempesta di vento e una palma crolla.
Poi, improvvisamente, si decide di abbatterle tutte.
Poi ci viene spiegato che non ci sono risorse e che, forse, in futuro si procederà con nuove piantumazioni.
Sia chiaro: NON SIAMO e NON SAREMO MAI CONTRO LA SICUREZZA DEI CITTADINI.
La sicurezza viene prima di tutto.
Ma ancora una volta siamo di fronte all’AMMISSIONE che non si riesce a fare prevenzione, che si interviene solo quando il problema è già esploso, quando ormai il danno è fatto.
Nel frattempo la passeggiata è lì: spoglia, vuota, senza identità.
Una delle immagini più belle della nostra città trasformata in una strada qualunque…
La prevenzione non può essere sempre sostituita dall’emergenza.”

Parole dure, ma che intercettano un sentimento diffuso tra molti cittadini. Nessuno mette in discussione la necessità di garantire l’incolumità pubblica. Se una palma rappresenta un pericolo va messa in sicurezza o, nei casi estremi, abbattuta. Su questo non possono esserci dubbi.

La questione vera è un’altra: perché si arriva sempre all’ultimo momento? Perché si interviene quando il problema è già esploso invece di programmare manutenzioni, cure fitosanitarie e sostituzioni graduali?

Le palme non sono semplici elementi di arredo urbano. Sono parte integrante dell’immagine di Loano. Fanno parte della storia della passeggiata, delle fotografie dei turisti, della cartolina che per decenni ha identificato la città. Vederle sparire tutte insieme lascia inevitabilmente un senso di impoverimento paesaggistico.

Ora l’amministrazione parla di future piantumazioni. È una prospettiva positiva, ma che non cancella la sensazione che si sarebbe potuto agire prima, evitando di trasformare una questione di manutenzione in un’emergenza.

Ancora una volta il dibattito non è tra sicurezza e ambiente. La vera sfida è dimostrare che sicurezza e tutela del patrimonio urbano possono convivere attraverso una gestione seria e programmata.

Perché una città che interviene solo quando qualcosa crolla non sta facendo prevenzione: sta semplicemente rincorrendo i problemi.

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