Livio Di Tullio, paradosso savonese: oggi è più efficace da sindacalista Sunia di quanto lo fosse da vicesindaco

In politica capita raramente che una persona trovi la propria vera dimensione dopo aver lasciato gli incarichi istituzionali. A Savona, invece, accade. Il caso emblematico è quello di Livio Di Tullio, che oggi – paradossalmente, ma neanche troppo – appare più incisivo, più concreto e più utile alla città come rappresentante del Sunia che quando sedeva in giunta con Federico Berruti, prima come assessore e poi come vicesindaco.

All’epoca. Di Tullio era spesso percepito come figura politica al servizio del potere non certo come la voce più forte sulle emergenze sociali. Oggi, invece, come sindacalista degli inquilini, non ha più il freno della mediazione politica, e lo si vede: colpisce duro, argomenta, porta numeri e denuncia inefficienze che la città subisce da decenni.

Emergenza casa: un problema che nessuno ha voluto affrontare per tempo

Savona e la sua provincia vivono un’emergenza abitativa che non nasce ieri.
Affitti troppo alti, salari bassi, lavoro precario e un patrimonio pubblico inadeguato hanno contribuito a spingere via centinaia di giovani ogni anno.

Il paradosso è noto a tutti:

  • molti alloggi di edilizia pubblica restano vuoti, spesso perché necessitano di lavori che non vengono finanziati;
  • numerose famiglie, pur avendo requisiti, non riescono ad accedere a un’abitazione popolare;
  • i Comuni sono lasciati soli, senza risorse regionali sufficienti per intervenire in modo strutturale.

Una situazione che si trascina da decenni, senza che nessuna amministrazione – regionale o locale – abbia avuto la forza o la visione per invertire la rotta.

Di Tullio oggi: diretto, concreto, senza filtri

È in questo contesto che la figura di Di Tullio emerge con forza.
Oggi, come rappresentante del Sunia, non edulcora, non smussa, non cerca consenso dalla Savona che conta, punta il dito dove serve.

Rispetto ai tempi in cui era assessore, la differenza è evidente: quale sarà il vero Di Tullio quello diretto, schietto, battagliero di oggi o quello di prima?

C’è un paradosso, sì: solo fuori dalla politica ha potuto permettersi di parlare davvero dei problemi della casa.
Ma lo farebbe ancora se entrasse di nuovo nell’amministrazione della città?

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