Lettera aperta a Sindaco e Sea-S | Report SEA-S sui Rifiuti urbani Comune di Savona nel 2025.

Riceviamo una lettera aperta che un savonese ha inviato al Sindaco all’assessore, all’amministratore delegato e al direttore di SEA-S

Savona 01/02/2026

Oggetto : Lettera aperta a Sindaco e Sea-S | Report SEA-S sui Rifiuti urbani Comune di Savona nel 2025.

Ill.mo Sig. Sindaco Avv. Marco Russo

Ill.ma Assessora alla Transizione Ecologica e Politiche Innovative

per il Ciclo dei Rifiuti : Avv. Barbara Pasquali

Ill.mo Sig. Amministratore delegato Sea-s : Dott. Stefano Valle

Ill.mo Sig. Direttore delle Operazioni Sea-s : Dott. Federico Motta

Nei primi giorni di gennaio 2026 la SEA-S ha pubblicato sul suo sito internet un report con i dati aggregati relativi ai rifiuti urbani del Comune di Savona (VEDI1 …VEDI2....VEDI3)

I dati ivi riportati evidenziano il raggiungimento di ragguardevoli risultati di raccolta differenziata.

In particolare negli ultimi 4 mesi del 2025 risulta costantemente raggiunta – e superata – la soglia del 70 % di raccolta differenziata (come evidenziato dall’estratto qui sotto riportato).

Anche al fine di “proteggere” da critiche malevole i significativi risultati ottenuti (ad esempio da qualcuno che potrebbe tentare di attaccare i risultati presentati insinuando che questi siano stati raggiunti attraverso l’utilizzo di “artifizi matematico /contabili”) è opportuno evidenziare come un esame un poco più approfondito degli stessi dati, presentati nella tabella di cui trattasi, possa effettivamente destare alcune perplessità, che si illustreranno brevemente nelle pagine seguenti.

Pertanto si chiede ai soggetti in indirizzo di volersi cortesemente attivare al fine di valutare l’opportunità di presentare le questioni qui presentate, in termini assolutamente collaborativi, al prossimo “Tavolo del Decoro” affinché la SEA-S e/o il Comune di Savona, approfittando di tale contesto, possano dirimere le questioni evidenziate e fornire chiarimenti necessari che fughino ogni possibile dubbio circa la correttezza dei dati e dei risultati ottenuti, in modo da “valorizzarli” ulteriormente.

Si tratta essenzialmente di due questioni.

La prima questione è afferente al quantitativo totale di rifiuti prodotti a Savona nel 2025.

• La seconda questione riguarda l’esame comparato, tra primo e secondo semestre 2025, della diminuzione dei rifiuti indifferenziati ed il parallelo andamento delle frazioni differenziate

 

Prima questione – afferente al quantitativo totale di rifiuti prodotti a Savona nel 2025. (VEDI4)

I dati storici degli ultimi 15 anni (2010 – 2024) , reperibili sul sito di ISPRA – Catasto Nazionale rifiuti, indicano per il comune di Savona la seguente produzione totale di rifiuti urbani (differenziati + indifferenziati)

con una produzione massima nel 2010 ed una produzione minima negli anni interessati del Covid e dalla sua coda. In ogni caso il minimo assoluto di questi 15 anni è riferibile al 2023 (31202,56 t). In nessun caso la produzione è stata inferiore 31.000 t/anno, con una media di 32.140 t.

Per quanto riguarda il 2025 i dati presentati da SEA-S indicano per il comune di Savona un quantitativo annuale complessivo (differenziati + indifferenziati) pari a 28.598 t (28.598.407 kg). Tale quantitativo è :

• inferiore di ben 3.542 t rispetto al valore medio del periodo 2010-2024 con una differenza in diminuzione di oltre l’ 11 %

inferiore di ben 3.464 t rispetto al valore del 2024 (2024 = 32062 t) con una differenza in diminuzione di poco meno dell’11%

questi dati lasciano un poco perplessi perché, oltre ad andare in “controtendenza” rispetto al trend nazionale – che vedrebbe un lieve ma costante aumento nella produzione dei rifiuti – evidenzierebbero un forte calo di produzione di rifiuti urbani totali(differenziati + indifferenziati) senza apparente motivo. Per altro questo stesso calo, se riferito all’anno precedente (2025 contro 2024) , risulterebbe molto superiore al maggior calo su anno precedente registrato anche durante il periodo della pandemia Covid.

In termini grafici, aggiungendo il dato rifiuti urbani totali prodotti dal Comune di Savona nel 2025 (differenziati + indifferenziati) al grafico precedente si ottiene il grafico seguente che da conto “visivamente” di quanto si sia “abbassata” la produzione totale rifiuti urbani (differenziati + indifferenziati)

Se poi i dati del report di SEAS-S relativi alla produzione di rifiuti totali (differenziati + indifferenziati) del 2025 vengono analizzati nel corso dell’anno 2025 emergono dati ancor più sorprendenti. Infatti dividendo arbitrariamente l’anno 2025 in due semestri che “all’incirca” corrispondono ai periodi “ante avvio nuova raccolta” (cioè da gennaio 2025 fino giugno 2025 compreso) e “post avvio nuova raccolta” (cioè da luglio 2025 a dicembre 2025 compreso), si osserva un diminuzione improvvisa, “quasi magica” della produzione di rifiuti totali (differenziati + indifferenziati) da luglio 2025 di circa 400-500 t/mese.

In particolare la produzione totale di rifiuti urbani (differenziati + indifferenziati) è stata di :

• 15.516 t nel primo semestre (gennaio – giugno)

13.082 t nel secondo semestre (luglio – dicembre)

con una diminuzione netta di circa 2.434 tonnellate (che, su base semestrale, significa mediamente una diminuzione di circa 400 t/mese)

tali valori indicano che nel secondo semestre vi è stata una diminuzione di rifiuti urbani totali (differenziati + indifferenziati) pari a poco meno del 16% rispetto ai rifiuti prodotti nel primo semestre, un valore enorme e difficilmente spiegabile .Pare anche opportuno evidenziare che, ove la produzione di rifiuti del secondo semestre 2025 avesse mantenuto quantitativi di produzione in linea con quelli del semestre precedente, la produzione annua si sarebbe attestata su valori annui di poco superiori alle 31.000 t, valore abbastanza coerente sia con i valori degli anni precedenti che con il valor medio del periodo 2010 – 2024 seppure in moderata ma apprezzabile diminuzione.

Per dare “un’idea visiva” della quantità rifiuti di cui si sta parlando, immaginando un ipotetico coefficiente di compattazione pari ad 1 tonnellata metro cubo (valore che si raggiunge nelle discariche e non certamente nel rifiuto sfuso) :

3.500 tonnellate circa (la riduzione di rifiuti rispetto al 2024) corrisponderebbe ad un parallelepipedo di base 35 x 10 metri ed alto 10 m. (insomma un condominio di tre piani lungo 35 metri)

mentre la riduzione di 2434 tonnellate registrata nel secondo semestre rispetto al primo semestre del 2025, corrisponderebbe “solo” ad un parallelepipedo di base 24 x 10 metri e di altezza 10 metri (insomma un condominio un po’ più piccolo…)

Non può essere certamente sostenuto che la riduzione della produzione di rifiuti totali (differenziati + indifferenziati) sia dovuta all’entrata in funzione della “nuova” raccolta differenziata.

Infatti mentre è ragionevole aspettarsi una riduzione del rifiuto indifferenziato si dovrebbe osservare contemporaneamente un parallelo aumento delle frazioni differenziate, se non proprio uguale, almeno con valori molto simili (cioè una somma algebrica tra diminuzione di “indifferenziato” ed aumento di “differenziato” quasi pari a zero). E  questo aspetto, per altro, introduce il secondo punto di cui si dirà in seguito.

Si può osservare altresì che a seguito del nuovo sistema di raccolta introdotto a Savona risulterebbero cessati i noti “smaltimenti abusivi” nei cassonetti savonesi effettuati dai cittadini dei comuni limitrofi. Ma risulta difficile ipotizzare che solo per tale motivo sia stata ottenuta una diminuzione di rifiuti totali (indifferenziati + differenziati) di tale portata (3464 t ) .

Infatti i dati di produzione dei rifiuti dei comuni di Albissola Marina, Vado Ligure e Quiliano (estratti sempre dal Catasto Rifiuti ISPRA) evidenziano la seguente produzione di rifiuti totali nel 2024 : Albissola M. 2604 t., Quiliano 2526 t., Vado L. 5456 t..

Quindi, in qualunque modo la si guardi, non appare credibile che i cittadini dei tre comuni limitrofi, che complessivamente nel 2024 hanno prodotto 10845 t. di rifiuti totali (indifferenziati+differenziati), in soli sei mesi abbiano “cessato di smaltireabusivamente” in Savona un quantitativo pari a 3554 t. …. più del 30% del totale dichiarato complessivamente nel 2024 dai trecomuni.

Se poi, inoltre, contestualizziamo temporalmente la vicenda ipotizzata, cioè nei soli sei mesi successivi all’introduzione del nuovo sistema di raccolta in Savona, le percentuali potrebbero all’incirca raddoppiare.

Al riguardo, infine, si può osservare che basterà aspettare qualche mese per consultare nuovamente il Catasto Rifiuti ISPRA, dopo il suo aggiornamento con i dati 2025 e, se fosse effettivamente vero che i cittadini dei comuni limitrofi smaltivano abusivamente in comune di Savona tali quantitativi di rifiuti, si dovrà osservare una rilevantissima impennata nella produzione dei rifiuti degli stessi comuni.

1) Prima richiesta di chiarimenti:

Seconda questione – esame comparato tra primo e secondo semestre 2025 della diminuzione dei rifiuti indifferenziati ed il parallelo andamento delle frazioni differenziate.

La sintesi estrema dei dati risulterebbe essere la seguente : (VEDI5VEDI6)

Differenziale totale massa frazioni differenziate con aumento di raccolta.       kG  2.281.912,00

Differenziale totale massa frazioni differenziate con diminuzione di raccolta. kG   -847.371,00

Differenziale totale massa indifferenziato                                                                 kG -3.868.970,00

Questo significa che tra primo e secondo semestre (cioè all’incirca tra “prima” e “dopo” la nuova raccolta differenziata) vi è stata una significativa riduzione di raccolta di rifiuti classificati come indifferenziati (la raccolta di R.U. indifferenziati risulterebbe diminuita di circa 3.869 t). Questo oggettivamente sarebbe un dato positivo.

Al riguardo, però, è necessario fare una breve precisazione.

E’ impossibile pensare che i cittadini Savonesi abbiano improvvisamente modificato “stile di vita” e smesso di acquistare (e quindi, di smaltire) oggetti che non siano differenziabili con il risultato di una diminuzione netta, quanto improvvisa, dei rifiuti indifferenziati smaltiti.

E’ invece ragionevole ipotizzare che la riduzione dei quantitativi di rifiuti indifferenziati, a parità di stile di vita, derivi da una maggiore disciplina dell’utenza nella selezione di frazioni recuperabili all’interno della massa di rifiuti che, in precedenza, veniva smaltita con bassa (o assente) differenziazione.

Quindi la carta, la plastica , i contenitori metallici, la frazione umida ecc. che l’utenza, in precedenza , gettava sciattamente ed indiscriminatamente tutta assieme nell’indifferenziato verrebbe, in condizioni teoriche, tutta differenziata nelle idonee frazioni e esposta negli appositi contenitori. In questo caso la somma delle masse delle diverse frazioni sarebbe pari e coerente alla parallela diminuzione della massa indifferenziata smaltita.

Questa ipotesi tratteggia una “situazione ideale” e vorrebbe una somma algebrica pari a zero tra la diminuzione della frazione indifferenziata ed il parallelo aumento delle frazioni differenziate.

In pratica ove l’indifferenziato diminuisca di 1000 t. parallelamente la somma delle diverse frazioni differenziate dovrebbe aumentare all’incirca di 1000 t.. E’ chiaro che questo è una “situazione ideale”e, in una realtà complessa come quella della “dinamica dei rifiuti”, non si potrà mai aspirare ad un risultato del genere.

Vi è però da dire che questi rifiuti indifferenziati “non si sono dematerializzati” ma sono stati ( o dovrebbero essere stati) trasformati in frazioni differenziate attraverso l’azione dei cittadini, che diligentemente, hanno maggiormente differenziato il rifiuto estraendo dalla frazione indifferenziata (o meglio non conferendo nella frazione indifferenziata) rifiuti riciclabili.

Si osserva però che alcune fazioni di “rifiuti urbani differenziati” sulla base dei dati pubblicati da SEA-S hanno subito una “contrazione” dei quantitativi raccolti.

In particolare : (i dati sono riportati in tonnellate per una più rapida comprensione delle dimensioni del “problema”)

Alcuni di questi rifiuti, viste le quantità in gioco, possono essere tranquillamente considerate singolarmente ininfluenti (ad esempio quelli indicati con la lettera (C)) . Quelli indicati con la lettera (B) evidenziano riduzioni di raccolta più significative ma anche queste dato in considerazione della riduzione di raccolta rispetto alle quantità trattate (es. la riduzione di rifiuti da spazzamento delle strade di 23,85 t. rappresenta circa il 3% del quantitativo trattato nel primo semestre) può essere considerato fisiologico sia nella naturale variabilità che da un punto di vista statistico

Per i rifiuti indicati con la lettera (A) invece siamo di fronte a quantitativi rilevanti. Deve pero essere evidenziato che per quanto riguarda gli “Imballaggi in plastica (CER 150102)” siamo di fronte ad un potenziale cambio di codice CER (prima le lattine andavano con il vetro, ora vanno con la plastica). Si deve per altro osservare che l’aumento di raccolta di “Imballaggi in materiali misti PLASTICA LATTINE (CER 150106)” compensa ampiamente la diminuzione di raccolta del (CER 150102).

Insomma si possono formulare 2 scenari di massima per l’interpretazione i questi dati : uno “rigido” ed uno “mitigato” .

Nello scenario “rigido” si esegue semplicemente la somma algebrica dei termini indicati in precedenza cioè :

Differenziale totale massa frazioni differenziate con aumento di raccolta.                  kG   2.281.912,00

Differenziale totale massa frazioni differenziate con diminuzione di raccolta             kG   -847.371,00

Differenziale totale massa indifferenziato                                                                           kG   -3.868.970,00

                                                                                                                                                       _________________

                                                                                                                                             Totale kG   -2.434.429,00

Cioè a fronte di una diminuzione di 3.868.970 kG di indifferenziato si è avuto un maggior recupero di: (2.281.912 – 847.371) kG = 1.434.541 kG ; quindi “per pareggiare” la diminuzione di massa di “rifiuto indifferenziato” mancherebbero 2.434.429 kG

In questo scenario si può ipotizzare che il “rendimento di recupero” dovuto alla diminuzione di indifferenziato sia stato pari a: 1.434.541/ 3.868.970×100 = 37,08 % (non è chiaro il destino del 62,92% “mancante”)

Nello scenario “mitigato” si può considerare che le motivazioni in base alle quali i rifiuti che hanno visto una diminuzione della raccolta differenziata dipendano da : questioni stagionali, variazioni naturali, variazioni statistiche, questioni contabili, questioni di transcodifica, problemi temporanei, disponibilità dati differita ecc. e che, quindi (ove la diminuzione della raccolta differenziata di alcune frazioni sia limitata nel tempo) si può ritenere che non dipenda da questioni strutturali. Sulla scorta di questa ipotesi si potrebbero trascurare le diminuzioni temporanee di raccolta differenziata e considerare (per ipotesi conservativa) il differenziale pari a zero.

Si esegue quindi la seguente somma algebrica :

Differenziale totale massa frazioni differenziate con aumento di raccolta                        kG         2.281.912,00

Differenziale totale massa frazioni differenziate con diminuzione di raccolta                   kG         0 (per ipotesi)

Differenziale totale massa indifferenziato Differenziale totale massa indifferenziato. kG     −3.868.970,00

_________________

                                                                                                                                               Totale    kG       −1.587.058

Cioè a fronte di una diminuzione di 3.868.970 kG di indifferenziato si è avuto un maggior recupero di:

2.281.912 kG; quindi “per pareggiare” la diminuzione di massa di indifferenziato manchino 1.587.058 kG.

In questo scenario si può ipotizzare che il “rendimento di recupero” dovuto alla diminuzione di indifferenziato sia pari a :

2.281.912/ 3.868.970×100= 58,97 % (non è chiaro il destino del 41,03% “mancante”)

Si può quindi tratteggiare il seguente schema :

Escludendo ovviamente lo scenario ideale (che – in quanto tale – non è mai reale) si osserva che, esaminando i dati pubblicati daSEA-S, la riduzione di rifiuti indifferenziati ottenuta nel secondo semestre appare “molto distante” in termini di massa dal corrispondente atteso aumento dei rifiuti differenziati (sia considerando lo scenario “rigido” che considerando lo scenario“mitigato”) sembrano mancare – nell’ipotesi più favorevole – almeno circa 1500 t. che non sono proprio poca cosa. Dall’esame sommario dei dati che è stato condotto potrebbe sembrare che una quota significativa di diminuzione di rifiuti indifferenziati sia dovuta ad una sorta di “dematerializzazione” degli stessi piuttosto che ad una loro trasformazione in un qualche tipo di rifiuto

differenziato.

Vi è inoltre da osservare che la diminuzione di massa di rifiuito indifferenziato nel secondo semestre del 2025 (3.869 t.) sia

molto, ma veramente molto, simile alla diminuzione totale di rifiuti totali (differenziati + indifferenziati) del Comune di Savona

che si evidenzia tra il 2024 ed il 2025 ( 3.464 t.) (vedere prima richiesta di chiarimenti).

Pertanto la seconda richiesta di chiarimenti è:

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