“Niente medico, niente esame: lo spermiogramma sparisce dall’ASL savonese e i pazienti vengono spediti a Genova”.
Sono stato operato di varicocele nell’agosto dello scorso anno. Fino a pochi mesi fa presso l’ASL era attivo il servizio per l’esecuzione dello spermiogramma. Lo so con certezza perché a inizio anno, dopo l’intervento e la terapia, avevo ripetuto l’esame per verificare eventuali miglioramenti e poter poi effettuare il controllo dall’urologo.
Naturalmente tutto questo compatibilmente con le mie possibilità economiche, perché per ottenere una visita specialistica tramite il servizio pubblico si rischia di attendere tempi biblici.
La settimana scorsa, però, ho nuovamente riscontrato la presenza di sangue nello sperma. Ho quindi contattato il mio dottore, che mi ha prescritto un esame delle urine e un nuovo spermiogramma per avere qualche informazione in più sulla situazione.
Per prenotare la consegna del campione bisogna telefonare a un numero dedicato tra le 10 e le 12. È lo stesso medico che esegue l’esame a fissare giorno e orario. Non esiste una saletta apposita (al contrario di altri ospedali tipo in Piemonte dove hanno adibito una saletta in modo che l’esame sia più attendibile), il campione deve essere raccolto a casa e consegnato in tempi molto rapidi affinché il risultato sia attendibile.
Pazienza se non c’è la saletta. Il problema più grave è nato quando, l’altro giorno, telefono per prenotare e una segreteria telefonica mi informa che il servizio è sospeso e che devo rivolgermi all’ospedale San Martino di Genova.
Niente saletta dedicata. Niente esame. Niente servizio.
Contatto allora il mio medico, che ipotizza inizialmente la mancanza dei reagenti. Successivamente scopro che il problema non sono i reagenti ma, a quanto pare, il servizio è sospeso perché non c’è più il medico che esegue l’esame.
Avete capito bene: non manca soltanto il materiale, manca proprio il medico. Possibile che non si trovi un sostituto.
Parliamo di un servizio già delicato di per sé, perché la validità dello spermiogramma dipende da fattori fondamentali come i tempi di consegna del campione e la corretta conservazione della temperatura. Costringere i cittadini a recarsi a Genova significa rendere ancora più complicata una procedura che richiede rapidità e precisione.
Il risultato è che un esame che tramite Servizio Sanitario costa circa 18 euro di ticket diventa un percorso a ostacoli. Se si sceglie la strada privata, difficilmente bastano 100 euro. Se invece si è costretti a rivolgersi a Genova, bisogna aggiungere viaggio, spese e tempi di attesa.
Ancora una volta a pagare sono i cittadini, che vedono ridursi progressivamente i servizi sanitari sul territorio senza che nessuno fornisca spiegazioni chiare o soluzioni alternative.
La domanda è semplice: è normale che nel 2026 un’intera ASL resti senza un medico in grado di garantire un esame specialistico così importante?
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