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Le Pantere Grigie: ruggiscono per la città, ma guai a non pensarla come loro!

Si occupano di problemi seri, difendono cause importanti e tengono d’occhio le amministrazioni.
Le Pantere Grigie sono una presenza che non passa inosservata. Attente, combattive, sempre pronte a intervenire quando qualcosa non funziona. E bisogna riconoscerlo: spesso sollevano questioni importanti, di quelle che meriterebbero maggiore attenzione da parte della politica.
Il problema è che, qualche volta, dalla partecipazione alla supervisione universale il passo è breve. E loro quel passo lo fanno con una certa disinvoltura.
Non c’è questione che sfugga al loro radar. Una decisione amministrativa? Intervengono. Un problema cittadino? Si fanno sentire. Una discussione pubblica? Arrivano. Un’opinione diversa dalla loro? Ecco che la pantera affila gli artigli.
D’altra parte, si sa, le pantere sono animali territoriali. E le nostre sembrano aver deciso che il territorio da sorvegliare comprenda praticamente tutto, possibilmente con diritto di precedenza.
Il loro motto potrebbe essere: «La città è di tutti, ma prima dobbiamo dire la nostra».
Naturalmente, nessuno mette in discussione il valore dell’impegno civico. Anzi, ben vengano cittadini che non si rassegnano, che protestano, che chiedono spiegazioni e pretendono risposte.
Ma c’è una sottile differenza tra vigilare e sorvegliare tutti, tra partecipare e voler dirigere il traffico delle opinioni altrui.
E soprattutto, non è detto che chi ruggisce più forte abbia sempre ragione.
Le Pantere Grigie, insomma, sono una risorsa. Purché ricordino che anche gli altri cittadini hanno diritto di parola, magari senza dover prima chiedere il permesso al branco.
Un consiglio affettuoso: continuate a ruggire contro le ingiustizie, ma ogni tanto lasciate parlare anche gli altri.
Perché una città ha bisogno di pantere coraggiose, non di pantere che pretendono di insegnare a tutti come si deve ruggire»
E poi, diciamolo: essere grigi è nel nome. Essere invadenti, invece, è una scelta

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