La Repubblica delle mazzette: Tangentopoli non è mai finita (ha solo cambiato abito)

Presentato ieri in Sala Rossa del Comune di Savona dalla libreria ubik, “La Repubblica delle mazzette. La nuova Tangentopoli che corrode l’Italia” di Vincenzo Bisbiglia e Marco Grasso 

Presenti l’autore Marco Grasso, Francesco Pinto Sostituto Procuratore Generale di Genova e i giornalisti Ferruccio Sansa e Mimmo Lombezzi.

“La Repubblica delle mazzette. La nuova Tangentopoli che corrode l’Italia” è uno di quei libri che non ti lascia tranquillo. Non perché racconti qualcosa di completamente nuovo, ma perché mette in fila — con metodo e nomi — ciò che molti sospettano da anni: la corruzione non è finita, si è semplicemente evoluta. Quello che il libro racconta senza troppi giri di parole — è semplice:
Tangentopoli non è morta. Si è fatta furba.

Dalla Tangentopoli dei partiti a quella dei singoli

Il cuore del libro sta qui: non esiste più la “cupola” dei partiti come negli anni di Mani Pulite. Oggi il sistema è più liquido, più personale, più difficile da intercettare.
Le mazzette non spariscono, si travestono: consulenze, incarichi, relazioni, favori incrociati. 

E soprattutto cambia il protagonista: non più il partito, ma il singolo politico-imprenditore di sé stesso, capace di costruire reti di potere autonome.

Un viaggio nell’Italia degli scandali diffusi

Bisbiglia e Grasso costruiscono una mappa impressionante: Liguria, Veneto, Lombardia, Toscana, Sud.
Ogni territorio ha la sua storia, ogni città il suo intreccio tra affari, politica e interessi. 

Non c’è più un “caso nazionale” che esplode: c’è una corruzione diffusa, quasi normalizzata. Ed è forse questa la parte più inquietante del libro.

Il lavoro giornalistico è solido: non è un pamphlet ideologico ma una ricostruzione documentata, che mette insieme inchieste, atti giudiziari e ricostruzioni giornalistiche.
Gli autori accennano alla necessità di strumenti investigativi più efficaci e di una svolta culturale, ma il quadro che emerge è piuttosto pessimista: mentre la corruzione cambia pelle, lo Stato sembra rincorrerla con armi spuntate. 

Perché leggerlo (soprattutto a Savona)

Presentarlo a Savona non è casuale.
In una provincia dove si discute di appalti, porti, rifiuti, grandi opere e politica locale spesso intrecciata con interessi economici, questo libro suona quasi come uno specchio — non sempre comodo.

E mentre ascolti la presentazione ti si piazzano in testa molte domande

Siamo proprio sicuri di essere spettatori… e non comparse?

Quanto di questo “sistema diffuso” è davvero lontano da noi?

Un libro necessario. Non perfetto, non consolatorio, ma utile.
Perché smonta la favola più pericolosa di tutte: che Tangentopoli sia finita nel 1994. Non è finita. Ha solo cambiato metodo.

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