La nuova piscina scoperta di corso Colombo è stata inaugurata da poco, ma ha già conquistato la sua prima e più affezionata clientela: i gabbiani.
Non hanno chiesto tessera, non hanno pagato l’ingresso, non si sono preoccupati degli orari né delle regole dell’impianto. Sono arrivati, hanno scelto la vasca, fatto il bagno, occupato i bordi piscina e lasciato — come spesso accade — qualche segno poco gradito del loro passaggio.
Il Comune ha provato a reagire con la tecnologia: casse sonore che imitano il verso di un falchetto, predatore naturale dei gabbiani. Una specie di “falco in filodiffusione”, insomma. Peccato che i pennuti savonesi, dopo un iniziale momento di prudenza, abbiano capito il trucco: nessun rapace in picchiata, solo un altoparlante. E così hanno ripreso a nuotare serenamente, forse persino cullati dalla colonna sonora.
A quanto pare, il falco registrato fa paura più ai passanti che ai gabbiani. Loro restano impassibili, con l’aria di chi pensa: «Bella musica, ma l’acqua è nostra».
A questo punto occorre prendere atto della realtà: la piscina di corso Colombo ha già una gestione di fatto. I gabbiani sono i primi clienti, i bagnini, gli animatori e probabilmente anche i concessionari. Agli umani, se va bene, resterà il compito di pagare il biglietto.







