La parabola di Celle: dai caffè con Robert Francis Prevost al silenzio sul degrado

Celle Ligure – Negli anni ’80, quando Celle era davvero un punto di riferimento e non solo una cartolina sbiadita, il Convento dei Padri Agostiniani fu visitato in forma riservata da Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV.

Passaggio discreto, lontano dai riflettori, ma rimasto nella memoria di chi c’era: Prevost fu accolto con semplicità da molte famiglie del paese, spesso anche solo per un caffè condiviso. In quegli anni a Celle si respirava quell’atmosfera: una comunità viva, aperta, capace di riconoscere il valore delle persone prima ancora dei ruoli.

Le visite ci sono  state pure nel gennaio 2024 e marzo 2025 ed ha incontrato i pescatori nella loro baracca gustando le focaccette

Erano altri tempi.

Oggi, invece, quel “sorridente” paese sembra aver smarrito l’appeal degli anni scorsi. Al posto della vitalità e dell’identità, restano troppe scelte discutibili e un silenzio che pesa. Celle non racconta più incontri significativi o storie da tramandare, ma episodi ben meno nobili: sacchi di cemento che scivolano verso il mare, simbolo concreto di un degrado che avanza senza trovare opposizione.

E così, tra memoria e presente, resta una domanda sospesa: com’è possibile passare da un luogo capace di accogliere un futuro Papa con un caffè, a un territorio che oggi fatica persino a difendere sé stesso?

Una foto di quegli anni.

1983. Manifestazione contro l’installazione di missili USA a Comiso. Ultimo a destra padre Robert Prevost, l’attuale Papa Leone XIV. Se lo vede Trump…

(nella foto di quegli anni Prevost e l’ultimo a destra) 

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