La Grande Piantumazione Elettorale

A Savona ieri è andata in scena un’impresa storica: piantare 25 alberi in piazza delle Nazioni, di cui – per tenere alta la suspense – solo 24 effettivamente messi a dimora, mentre l’ultimo sarà piantato in un futuro glorioso, con più autorità presenti che foglie sul ramo. Perché un albero senza taglio del nastro non è un albero: è un cespuglio con meno diritti.

Poteva essere una bellissima iniziativa, una di quelle che ormai si vedono raramente: la piantumazione di alberi, il coinvolgimento delle scuole, il ricordo sincero di una persona eccezionale, un vero paladino del verde, scomparso troppo presto.
E invece… zac! È stata trasformata in un trailer della campagna elettorale 2027: alberi sì, ma che crescano soprattutto in termini di consensi.

Dietro le quinte della scelta “botanico-strategica”

L’assessora Branca spiega che gli alberi dovevano essere di più, ma Savona ha chiesto meno alberi e più grossi. Decisione comprensibile: in campagna elettorale l’impatto visivo è tutto.
Meglio 25 alberi alti che 40 stinchi di legno che rischiano di non fare da sfondo alle foto ufficiali.

Per prudenza – o strategia? – se ne piantano quindi solo 24.
Il 25° viene tenuto da parte, pronto per una super-cerimonia finale con sindaco, assessora regionale e immancabile photo-op di rito, così da garantire una seconda ondata di visibilità.

Il progetto, per la cronaca, è finanziato da “Le Radici dello Sport”, anche se – guardando la scena – sembravano più le Radici dello Spot.

Morale

Un bellissimo gesto, trasformato però – come spesso accade – in un’occasione per annusare l’aria elettorale.

Gli alberi forse cresceranno storti, ma solo per imitare l’andamento sinuoso e imprevedibile delle campagne politiche dei nostri amministratori.

Condividi

Lascia un commento