La Befana della Giunta savonese: quest’anno solo carbone

Ai nostri amministratori comunali, quest’anno, la Befana non porterà dolci.
Niente caramelle, niente regali.
Solo carbone. Perché – diciamolo – non sono stati buoni con la città.

Al sindaco Marco Russo
Qualche etto di carbone vegetale, utile ad assorbire lo stress accumulato tra promesse annunciate e risultati evaporati. Indicato contro il gonfiore… soprattutto quello dell’autostima politica.


Alla vice  Elisa Di Padova
Un sacchetto di carbone attivo, usato anche per purificare i liquori: serve a eliminare impurità e retrogusti sgradevoli. Politicamente parlando, sarebbe utilissimo.


All’assessora Ilaria Becco
Qualche chilo di polvere di carbone, da maneggiare a mani nude. Così, per ricordare che la politica non è fatta solo di slide, ma anche di sporco sotto le unghie. Esperimento formativo.


All’assessora Nicoletta Negro
Un sacco di biochar, carbone da pirolisi usato nell’arte contemporanea. Magari, tra una mostra e l’altra, scoprirà che la cultura non è solo cartelloni e inaugurazioni, ma anche visione e rischio. E chissà che non possa davvero rilanciare Savona con mostre degne di questo nome, come “Alchimia del Carbone – Esplorando il biochar nell’arte”, allestita a Roma l’anno scorso.


All’ assessora Barbara Pasquali
Una t-shirt nera come il carbone con la scritta:
“Savona è una città sicura e pulita”.
Un consiglio: indossarla al buio, per non essere smentita dalla realtà.


All’assessore  Francesco Rossello
Sacchi di torba, il carbone più scadente che ci sia. Utile in agricoltura, perfetto per chi coltiva rinvii, attese e promesse a crescita lentissima. Visti gli usi agricoli, un giorno – magari non molto lontano – potrebbe tornargli utile.


All’assessore Lionello Parodi
Del litantrace, carbone bituminoso, in quantità industriale, da utilizzare per tutte le strade che ha ancora da asfaltare.


All’assessore Riccardo Viaggi
Una calza piena, non di cioccolata ma di carboncini: uno per ogni cittadino fragile dimenticato lungo la strada. Da usare come promemoria.


All’assessora Gabriella Branca
Carbone dolce, per addolcire l’umore dopo anni trascorsi in una compagnia politica dove la parola “sinistra” è rimasta solo nei manuali.


All’assessore Silvio Auxilia
Carta carbone, per evitare di dover trascrivere più volte i suoi appunti incomprensibili in Consiglio.


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