A Savona sparisce il simbolo della città dalla Torretta. Ma la giunta, si sa, è sempre sul pezzo… o almeno sul post.
Sulla Torretta di Savona il vento soffia ancora. Ma qualcosa manca. E no, non è una metafora (anche se potrebbe esserlo): è proprio sparita la bandiera della città.
Il drappo rosso-bianco-rosso, con il suo stemma orgoglioso, quello che per molti savonesi non è solo un pezzo di stoffa ma un simbolo identitario, sembra essersi preso una pausa. Forse ferie anticipate. O forse ha deciso di scendere prima lei, visto che da tempo a Savona sembra che i simboli contino meno dei selfie istituzionali.
I lettori segnalano, chiedono, si interrogano. “Com’è possibile?” “Da quando?” “Perché?”
Domande legittime. Risposte? Beh… probabilmente in fase di elaborazione, magari accompagnate da un comunicato con parole come “monitoraggio”, “valorizzazione” e “attenzione al territorio”.
Nel frattempo la Torretta resta lì, nuda. Un po’ come certe promesse elettorali: sventolate con entusiasmo e poi sparite senza lasciare traccia.
C’è chi dice che sia solo una dimenticanza. Può capitare. In fondo, tra un’inaugurazione, un taglio del nastro e un post sui social, ricordarsi anche della bandiera rischia di essere troppo impegnativo.
Oppure, ipotesi più innovativa, si tratta di una nuova forma di minimalismo amministrativo: meno simboli, meno problemi. Via la bandiera, via anche le polemiche. Geniale.
Resta però un dettaglio: la bandiera non è un optional. Non è arredo urbano. È identità. È storia. È appartenenza. E quando sparisce, anche solo per disattenzione, qualcosa si rompe.
Ma niente paura. Prima o poi tornerà. Magari accompagnata da una bella cerimonia, qualche immancabile foto ufficiale e un post elettorale: “Savona rialza la sua bandiera”.
Peccato solo che, per qualche giorno, qualcuno se la sia dimenticata.






