Interporto VIO, cambia il vertice. Ma adesso servono i risultati

Pierangelo Olivieri

Il nuovo consiglio di amministrazione di Interporto VIO è stato nominato e alla presidenza arriva Pierangelo Olivieri, già presidente della Provincia di Savona.

La nomina chiude una fase amministrativa e ne apre un’altra molto più importante: quella dei risultati.

Per anni l’Interporto di Vado è stato indicato come uno degli elementi strategici per accompagnare la crescita del porto, della piattaforma Maersk e dell’intero sistema logistico savonese. Un’infrastruttura nata con l’obiettivo di alleggerire il traffico pesante, organizzare la movimentazione delle merci e creare sviluppo economico.

Eppure, negli ultimi anni, il dibattito pubblico si è concentrato quasi esclusivamente sul nuovo casello di Bossarino, sui collegamenti ferroviari, sulle grandi opere portuali e sulle continue promesse di rilancio.

Dell’Interporto, invece, si è parlato molto meno.

Ora la nuova governance ha l’occasione di riportarlo al centro delle politiche di sviluppo.

Naturalmente una nomina non basta. Saranno i numeri a dire se il cambio di passo ci sarà davvero.

Quante nuove aziende verranno insediate?

Quanti posti di lavoro saranno creati?

Quanto traffico merci riuscirà realmente a intercettare?

Quale sarà il rapporto operativo con il porto di Vado e con la piattaforma container?

Sono queste le domande che interessano imprese e cittadini, molto più delle inevitabili soddisfazioni politiche che accompagnano ogni nuovo consiglio di amministrazione.

La scelta di affidare la presidenza a Pierangelo Olivieri rappresenta anche un segnale politico. La logistica savonese continua infatti a essere uno dei settori sui quali Regione, Autorità Portuale e amministrazioni locali intendono giocare una parte importante del futuro economico del territorio.

Ma proprio per questo aumenta anche la responsabilità del nuovo vertice.

Il Savonese non ha bisogno di altri consigli di amministrazione destinati a riunirsi periodicamente senza lasciare tracce. Ha bisogno di investimenti, occupazione, imprese e risultati concreti.

Perché il porto cresce davvero soltanto se cresce tutto il sistema logistico che gli ruota attorno. E l’Interporto VIO dovrebbe esserne uno degli ingranaggi principali.

La politica ha fatto la sua scelta. Adesso tocca ai fatti.

Condividi

Lascia un commento