
La Seduta del Consigio è stata molto seguita, erano presenti decine di cittadini che hanno ascoltato in silenzio nonostante siano esasperati, stretti tra disservizi quotidiani, carenze logistiche, problemi ambientali e promesse ancora tutte da verificare. La protesta dei cittadini, molto partecipata, era iniziata alla 14,30 in piazza Sisto
Il nuovo sistema di raccolta rifiuti, avviato solo da poche settimane, è già al centro di una dura polemica politica. A sollevare la questione è stata l’opposizione, che attraverso una serie di interpellanze ha chiesto al più presto un Consiglio comunale straordinario per discutere un piano giudicato “improvvisato, inefficace e potenzialmente pericoloso”.
Le interpellanze sono firmate da tutti i consiglieri di minoranza
La gestione e i risvolti del nuovo sistema di raccolta rifiuti avviato un mese fa.
L’interpellanza – strutturata su diversi punti critici – si è fatta portavoce di un malcontento diffuso nella cittadinanza, con l’obiettivo di ottenere chiarezza su modalità, costi, impatto urbano e soprattutto sui risultati concreti della riorganizzazione.

Relatore Fabio Orsi: “Sistema partito male, mastelli condominiali imposti senza logica”
Durante la discussione, il consigliere Fabio Orsi ha denunciato una gestione confusa e autoritaria del nuovo servizio, partito tramite ordinanza sindacale d’urgenza, bypassando il confronto consiliare. Una scelta – secondo l’opposizione – che ha sottratto al Consiglio comunale il ruolo di garante democratico, impedendo un confronto costruttivo.
“Siamo arrivati a parlare del sistema di raccolta un mese dopo l’avvio. Questo è il primo paradosso. Il secondo è che tutto è stato deciso senza un vero confronto legale e politico,” ha affermato Orsi.
Il consigliere ha poi criticato la cosiddetta “epopea del mastello”: i contenitori individuali inizialmente previsti sono stati sostituiti da cassoni condominiali, spesso posizionati su suolo pubblico senza consultare i condomini. Il risultato? Parcheggi eliminati, spazi occupati e un sistema modificato in corsa che non rispecchia il progetto iniziale.

I numeri (contestati) forniti dal Sindaco
Il sindaco ha risposto puntualmente all’interpellanza fornendo alcuni dati chiave:
- 1400 condomini oggi sono serviti da contenitori condominiali (contro gli 11 previsti all’inizio).
- 10.000 utenze TARI servite dai mastelli individuali (rispetto alle 15.000 previste).
- Il materiale in eccesso (mastelli non utilizzati) resterà a magazzino come scorta per future esigenze.
- 4000 mq di suolo pubblico sono stati liberati con la rimozione dei vecchi cassonetti, mentre 2400 mq sono oggi occupati dai nuovi contenitori.
Il sindaco ha inoltre difeso il cambio di rotta come una scelta condivisa con i cittadini, emersa da “decine di sopralluoghi e confronti con i condomini”, e ha promesso aggiustamenti futuri.
“Il sistema è in rodaggio. Correggeremo le criticità man mano, ma ciò che è stato fatto è frutto di una co-progettazione con i cittadini,” ha dichiarato il primo cittadino.
Replica di Orsi: “Numeri lontani dalla realtà”
Il consigliere Orsi ha duramente contestato i dati forniti:
“Quei numeri non appartengono alla realtà della nostra città. In molti quartieri la situazione è insostenibile. E le foto – anche se vietate in aula – parlano chiaro.”
Secondo Orsi, il vero nodo non è stato affrontato: la scarsità di forza lavoro per un sistema che richiede più operatori e più tempo rispetto al passato. Ha criticato le parole del sindaco, che aveva attribuito all’azienda la responsabilità dell’organico, ricordando che il Comune detiene il 51% della società SEAS:
“Non è solo un tema aziendale. È il Comune a dover garantire il servizio. Senza un aumento della forza lavoro, il sistema è destinato al fallimento.”
L’interpellanza si è conclusa con la richiesta formale, annunciata dall’opposizione, di un consiglio comunale straordinario. L’obiettivo è discutere in modo ampio e approfondito l’intero impianto del nuovo sistema di raccolta rifiuti, considerato oggi insostenibile sotto il profilo operativo, ambientale ed economico.
Nei prossimi giorni si attendono sviluppi, con un probabile acceso confronto in aula tra maggioranza e opposizione. Sullo sfondo, una cittadinanza sempre più esasperata da disagi quotidiani, carenze di parcheggi e un servizio che – a detta di molti – è ancora tutto da sistemare.
Interpellanza Prot. n. 69639 del 24 luglio 2025: responsabilità per sinistri causati da mastelli condominiali e mancato ritiro dei rifiuti plastica/metalli

Relatore: Orsi
Con l’interpellanza in oggetto, un gruppo di consiglieri comunali ha sollevato un tema di forte rilevanza pubblica: i profili di responsabilità derivanti dalla mancata raccolta dei rifiuti — in particolare plastica e metalli — e i potenziali sinistri causati dai mastelli condominiali, in caso di maltempo o disservizi. L’atto è stato discusso in Consiglio comunale a seguito di alcune segnalazioni già emerse in riunioni tenutesi al Palaseas.
I consiglieri firmatari hanno chiesto chiarimenti all’amministrazione in merito a:
- Eventuali responsabilità in capo al Comune o al gestore del servizio per incidenti causati da mastelli fuori posto o sacchetti non raccolti;
- Clausole contrattuali di responsabilità previste nel contratto di servizio tra il Comune e il gestore dei rifiuti;
- Coperture assicurative eventualmente sottoscritte dal Comune per far fronte a questi sinistri;
- Il rischio che venga erroneamente attribuita una responsabilità diretta ai singoli condomini, anche nei casi in cui non abbiano avuto voce nella collocazione dei cassonetti.
L’intervento dell’Assessore Pasquali
L’assessore Pasquali ha chiarito che la responsabilità operativa per la gestione dei mastelli e la raccolta dei rifiuti è in capo al gestore, come previsto dal contratto di servizio. Questa affermazione, molto attesa dai consiglieri, conferma che i condomini non possono essere ritenuti responsabili per eventuali incidenti causati da situazioni di disservizio, una precisazione importante per la cittadinanza.

Replica del Relatore Orsi
Il consigliere Orsi ha ribadito alcuni punti fondamentali:
- Non esiste una responsabilità diretta dei condomini, soprattutto nei casi in cui la collocazione dei mastelli sia stata decisa unilateralmente dal gestore o dalla S.a.S., senza il coinvolgimento dell’assemblea condominiale;
- Anche in presenza di clausole contrattuali che esonerano l’amministrazione da responsabilità, il Comune ha comunque un obbligo di vigilanza e controllo sull’operato del gestore, come già affermato in giurisprudenza (richiamando una sentenza della Cassazione Civile);
- In caso di disservizi evidenti e reiterati, la responsabilità del Comune può configurarsi per omessa vigilanza, ed è quindi auspicabile che l’Ente si doti di una specifica copertura assicurativa con massimali adeguati;
- Orsi ha infine suggerito che i documenti assicurativi del gestore vengano messi a disposizione del Consiglio, trattandosi di atti pubblici, così da valutare l’effettiva copertura dei rischi.
L’interpellanza ha avuto il merito di chiarire un punto cruciale: i cittadini e i condomini non possono essere considerati responsabili di eventuali danni derivanti da mastelli o sacchetti mal gestiti. Tuttavia, è altrettanto evidente che il Comune deve esercitare pienamente il proprio ruolo di controllo e intervento nei confronti del gestore, soprattutto in una fase di rodaggio che presenta già criticità concrete.
Il dibattito ha inoltre aperto la strada alla possibilità di rafforzare le tutele assicurative dell’Ente, un passo prudente e responsabile alla luce della giurisprudenza e delle condizioni climatiche del territorio savonese.
Raccolta rifiuti in aree soggette ad allagamento: criticità e prospettive dopo il disastro del 20 luglio

Relatore: Manuel Meles
L’interpellanza discussa in Consiglio comunale il 25 luglio 2025 ha posto al centro dell’attenzione una delle questioni più urgenti per la città di Savona: la gestione dei rifiuti in zone a rischio allagamento, con particolare riferimento all’episodio del 20 luglio scorso che ha messo in ginocchio interi quartieri, tra cui la zona compresa tra Corso Mazzini e aree limitrofe, già nota per la fragilità idraulica.
L’intervento del Consigliere Meles
Il consigliere Manuel Meles, relatore dell’interpellanza, ha denunciato l’inadeguatezza della pianificazione del servizio di raccolta rifiuti in zone da tempo note come critiche dal punto di vista idrogeologico.
Nel suo intervento ha evidenziato:
- Il caos generato dagli allagamenti del 20 luglio, con bidoni e rifiuti trascinati via dall’acqua piovana, causando degrado, rischio igienico-sanitario e danni ambientali;
- L’assenza di misure preventive, nonostante la conoscenza pregressa del problema;
- L’inadeguatezza del campionamento effettuato da TEA per SEAS, definito “approssimativo e poco professionale”, che non avrebbe tenuto conto delle reali criticità del territorio.
Secondo Meles, quella zona (e non solo) meritava una progettazione specifica e dedicata, sia per la tipologia di contenitori da utilizzare sia per la loro collocazione e ancoraggio.
La risposta dell’Assessore Pasquali

L’assessore Pasquali ha riconosciuto la gravità del problema e ha assicurato che l’amministrazione è al lavoro su un progetto di messa in sicurezza delle aree soggette ad allagamenti, in collaborazione con gli uffici comunali e il gestore del servizio.
In particolare, ha dichiarato che:
- Sono in corso sopralluoghi tecnici nelle aree maggiormente colpite, anche con la partecipazione dell’assessore Parodi;
- È in fase di valutazione l’ancoraggio dei bidoni condominiali o altre forme di staffaggio per evitare il trascinamento dei contenitori in caso di eventi metereologici intensi;
- L’attuale collocazione dei bidoni era pensata per un periodo dell’anno generalmente meno soggetto a piogge, e che questo avrebbe dovuto consentire un posizionamento ottimale dei contenitori.
Tuttavia, l’assessore ha ammesso che l’intervento non è stato tempestivo e che l’obiettivo è ora quello di “evitare che questi episodi si ripetano”.
Replica di Meles: “Soluzioni tardive, problema prevedibile”
Meles si è dichiarato solo parzialmente soddisfatto della risposta, sottolineando come l’amministrazione abbia agito solo dopo l’emergenza, invece di intervenire preventivamente.
Ha ribadito che:
- Gli allagamenti in quelle aree erano ampiamente prevedibili;
- Il tempo chiesto nei mesi scorsi per impostare correttamente il nuovo servizio di raccolta non è stato utilizzato con efficacia, soprattutto nelle aree più fragili;
- Il metodo di campionamento utilizzato per progettare il servizio si è rivelato errato, portando a soluzioni generaliste che hanno escluso aree dove erano invece necessari servizi mirati.
Questa interpellanza mette in luce un fallimento nella fase di pianificazione e prevenzione di un servizio essenziale come quello della raccolta rifiuti, soprattutto in contesti urbani notoriamente vulnerabili.
L’episodio del 20 luglio, con bidoni e rifiuti trascinati dalla pioggia, ha mostrato l’urgenza di interventi strutturali e soluzioni su misura. L’amministrazione ha promesso azioni concrete, ma i consiglieri d’opposizione chiedono che non si agisca più a posteriori, ma con una visione realmente preventiva e territoriale.
Una lezione (amara) che, se ben interpretata, potrebbe evitare il ripetersi di episodi simili in futuro.

Interpellanza Prot. n. 69739 del 25 luglio 2025 – “Bidoni della spazzatura sul litorale delle Fornaci e di Zinola”
Relatore: Manuel Meles
Nel pieno della stagione estiva, il tema della gestione dei rifiuti sulle spiagge cittadine torna al centro del dibattito politico savonese. Con l’interpellanza Prot. n. 69739 del 25 luglio 2025, il consigliere Manuel Meles ha sollevato importanti criticità riguardo al posizionamento e alla gestione dei cestelli per rifiuti sulle spiagge delle Fornaci e di Zinola, denunciando disagi e situazioni di degrado ambientale e igienico, aggravate durante i fine settimana.

Le criticità sollevate da Meles
Durante l’intervento in aula, Meles ha messo in luce i seguenti problemi:
- Mancato svuotamento tempestivo dei contenitori, con rifiuti lasciati per ore — talvolta per l’intera giornata — in piena zona balneare, soprattutto nei weekend;
- Assenza di un confronto preventivo tra SEAS (gestore del servizio) e l’amministrazione comunale riguardo al posizionamento dei bidoni, elemento che avrebbe permesso soluzioni più efficaci e condivise;
- Il potenziale rischio ambientale, con contenitori posti vicino alla battigia, esposti all’azione di mareggiate, vento e all’eventuale trascinamento di rifiuti in mare;
- Un possibile aggravio sul servizio ordinario, con turni saltati e tempi di raccolta dilatati, anche a causa della sottodimensionata forza lavoro: Meles ha ricordato come il piano industriale di SEAS prevedesse 157 dipendenti, mentre i dati attuali parlano di soli 115 in servizio;
- Un costo non trascurabile per l’acquisto dei cestelli, pari a circa 45.000 euro, che solleva perplessità in caso di cattiva gestione o inutilizzo fuori stagione.
Risposta dell’Assessore Pasquali

L’assessore Pasquali ha confermato che il posizionamento dei bidoni sul litorale non è stato concordato preventivamente con il Comune, ma era già previsto nell’offerta di gara presentata dal socio industriale del gestore SEAS, e coerente con il piano industriale.
Ha precisato inoltre che:
- I contenitori devono essere svuotati due volte al giorno (al mattino presto e a partire dalle 16:00), come da disciplinare di servizio;
- È prevista la rimozione al termine della stagione estiva, anche se l’assessore ha richiesto che una parte dei bidoni venga mantenuta, per permettere il corretto conferimento dei rifiuti anche fuori stagione;
- Il posizionamento attuale è stato pensato per minimizzare il rischio di trascinamento, ma si sta valutando la possibilità di riposizionare i bidoni o distribuirli in modo più efficace;
- Sono in corso attività di monitoraggio, con la possibilità di modifiche correttive, sia nel numero che nella collocazione.
Replica di Meles
Meles si è detto insoddisfatto della gestione da parte di SEAS, sottolineando come la mancanza di coordinamento con l’amministrazione rappresenti un errore evitabile.
Ha ribadito che le immagini di degrado, soprattutto nei fine settimana, sono evidenti e inaccettabili, e ha avanzato una proposta immediata:
«Spostare i cestelli dal centro delle spiagge verso le uscite**, specialmente nei punti più frequentati e vulnerabili».
Inoltre, ha nuovamente puntato il dito sul divario tra quanto promesso nel piano industriale e la realtà del personale impiegato, un gap che si riflette — secondo il consigliere — su tutta la qualità del servizio, compreso il cosiddetto “effetto spiagge”, che prevedeva personale dedicato e oggi appare del tutto insufficiente.
L’interpellanza ha acceso i riflettori su un problema reale e visibile: la gestione estiva dei rifiuti in aree balneari non può essere affrontata con superficialità o con interventi tardivi.
Meles ha chiesto con forza un ripensamento logistico e organizzativo, mentre l’assessore Pasquali ha aperto alla possibilità di modifiche e miglioramenti.
Ora resta da vedere se dalle parole seguiranno azioni tempestive, prima che il degrado si trasformi in un danno permanente per l’immagine turistica e ambientale della città.
GUARDA LA SEDUTA COMUNALE






