
Si continua a parlare delle solite ipotesi: l’area vicina all’Italiana Coke di Cairo, la Marcella di Ferrania e l’ex Acna di Cengio. Si richiamano le manifestazioni di interesse già note e lo studio Rina che, da tempo, aveva individuato alcune macro-aree potenzialmente idonee. Ma la Commissione regionale sta ancora esaminando le proposte e non ha reso pubblico alcun esito.
Non è neppure definita la taglia dell’impianto, oscillante tra 268 mila e 350 mila tonnellate annue, né è chiaro quali progetti siano effettivamente rimasti in campo. E, soprattutto, non è stata ancora affrontata la questione decisiva: la disponibilità dei territori interessati, tutti o quasi apertamente contrari.
La Val Bormida non può essere trattata come il luogo dove collocare ciò che Genova non vuole o non riesce a gestire. È un territorio che ha già pagato un prezzo ambientale enorme, dall’Acna all’attuale situazione della cokeria, e merita risposte serie, non anticipazioni costruite su voci e supposizioni.
Quando la Commissione concluderà il proprio lavoro, allora ci saranno finalmente elementi concreti da discutere: progetto, localizzazione, capacità dell’impianto, impatto ambientale, traffico, costi e compensazioni. Ci auguriamo che i giornali che oggi dedicano ampio spazio alle ipotesi diano altrettanta evidenza al responso vero, senza nascondere o minimizzare le eventuali criticità.
