Inceneritore in Valbormida: i nodi politici che nessuno vuole affrontare

La storia dell’inceneritore in Valbormida sembra un gioco di prestigio: il fiammifero passa di mano in mano, ma alla fine brucia sempre nelle stesse dita, quelle della valle.
All’inizio il progetto puntava dritto su Cengio, nelle aree ex Acna oggi di proprietà Eni: un luogo simbolico, dove l’idea di aggiungere altro fuoco all’inquinamento storico è già di per sé un paradosso. In quel momento, il fiammifero politico era nelle mani del sindaco di Cengio.

Poi il copione è cambiato: il fiammifero è passato a Cairo Montenotte, e qui gli scenari si moltiplicano. Le aree papabili, infatti, sono addirittura tre:

  1. Le aree ex 3M, di proprietà di Messina e altri investitori genovesi. È anche per questo che da Genova, molti dicono sottovoce, preferirebbero vedere l’inceneritore proprio lì.
  2. Le aree delle attuali funivie, cioè i grandi parchi di deposito del carbone (Parco 1, Parco 2, Parco 3) e i relativi binari ferroviari.
  3. L’area dell’insediamento Italiana Coke, sempre a Cairo, nella zona di Bragno.

Tre possibilità, tutte nello stesso Comune. Ed è proprio per questa concentrazione di opzioni che Cairo, se la Regione decidesse di spingere l’inceneritore in Valbormida, è di fatto la destinazione più probabile.

Il nodo politico: Cairo rischia di essere la trappola del Pd

Qui si apre il capitolo più delicato: la politica.

Il sindaco attuale di centrodestra, Lambertini, quasi certamente non si ricandiderà.
Il Pd, con ogni probabilità guidato da Andrea Pasa, parte come grande favorito per la conquista del Comune.

Ed è qui che la questione esplode: una volta vinto il Comune, il Pd non potrà più nascondersi.

Tutti sanno che il Pd – almeno a livello regionale – non ha mai realmente osteggiato l’inceneritore. Anzi. Ma per ora, per pura convenienza elettorale, il partito continua a muoversi nel vago:

  • non dice sì,
  • non dice no,
  • lascia che la questione scivoli in coda alle priorità.

Una strategia comoda finché non si governa.

Ma quando sarà a Palazzo, con Cairo ad un passo dall’essere scelta come sede dell’impianto, che posizione prenderà il Pd?

Far finta di nulla non sarà più possibile.
Dire “noi non decidiamo” non basterà.
E soprattutto: se la Regione dovesse imporre la scelta, il Pd locale come reagirà? Accetterà in silenzio o alzerà la voce per difendere la valle?

Un banco di prova che potrebbe decidere il futuro politico di tutta la Valbormida

La partita dell’inceneritore non è solo industriale o ambientale: è politica fino al midollo.
E per il Pd, che punta a conquistare Cairo e tenere insieme un territorio già provato da decenni di scelte sbagliate, questa potrebbe essere la prova più difficile.

Perché un conto è tacere prima delle elezioni.
Un altro è governare quando l’inceneritore lo vogliono davvero portare a casa tua.

La valle osserva, e non dimentica

La verità è che questa volta non ci saranno scorciatoie narrative né alibi politici.
La Valbormida ha già dato troppo: all’inquinamento, alle promesse mancate, ai progetti calati dall’alto, alle cicatrici industriali ereditate da chi non ha mai pagato davvero.

E oggi la valle guarda.
Guarda i sindaci, guarda la Regione, guarda soprattutto quei partiti che per ora si schermano dietro le formule di rito. Ma l’aria – quella che un inceneritore cambierebbe per sempre – non è un dettaglio da campagna elettorale.

Chi vincerà le prossime amministrative a Cairo non potrà più vivere di ambiguità: dovrà decidere.
O con la valle, o contro la valle.
Senza zone grigie, senza comunicati fumosi, senza l’eterna politica del “vedremo”.

Perché in Valbormida la memoria è lunga.
E chi pensa di cavarsela con un silenzio ben calibrato farebbe bene a ricordare che, alle prossime elezioni, saranno proprio gli elettori a tenere in mano il fiammifero.

 

MERCOLEDÌ 26 novembre alle ore 18 in Consiglio Comunale a CAIRO si discute sull’Inceneritore. È una data importante dove la presenza di ognuno di noi significa quanto teniamo al questo territorio. Sarà importantissimo essere in tantissimi per fare capire cosa vogliamo per il futuro della nostra Valle. TUTTI INSIEME PER Il FUTURO NOSTRO E DELLE PROSSIME  GENERAZIONI.

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