Site icon UOMINI LIBERI

Inceneritore, Bucci rimette Scarpino in gioco: Genova non può scaricare tutto sulla Val Bormida

Discarica di Scarpino

L’ipotesi Scarpino torna con forza al centro della discussione sul futuro inceneritore ligure. A rilanciarla è il presidente della Regione Marco Bucci, intervistato da Annamaria Coluccia sul Secolo XIX… il VIDEO

Secondo Bucci, l’area genovese sarebbe tecnicamente adatta a ospitare l’impianto. Il presidente sostiene inoltre di possedere un documento ufficiale che confermerebbe questa possibilità e annuncia di essere pronto a renderlo pubblico.

Spetterà quindi alla sindaca di Genova, Silvia Salis, dimostrare attraverso studi e documenti l’eventuale impossibilità di costruire l’inceneritore a Scarpino. La contrarietà politica, da sola, non può bastare a cancellare uno dei quattro siti presi in considerazione.

Il punto centrale riguarda la provenienza dei rifiuti. Bucci ricorda che Genova produce circa due terzi della spazzatura ligure e, proprio per questo, non potrebbe considerarsi estranea alla localizzazione dell’impianto.

Un principio difficilmente contestabile: se l’inceneritore servirà in larga parte a smaltire i rifiuti dell’area metropolitana genovese, appare poco comprensibile che tutti i siti alternativi debbano essere cercati nella provincia di Savona e soprattutto in Val Bormida.

Bucci ha inoltre ricordato che nel 2024, quando era ancora sindaco di Genova, aveva indicato alla Regione proprio Scarpino come luogo nel quale chiudere il ciclo dei rifiuti. La posizione espressa oggi, dunque, non nascerebbe soltanto dal confronto politico con l’attuale amministrazione comunale.

Al momento, la disponibilità formalmente comunicata alla Regione risulterebbe proprio quella di Genova, anche se risale alla precedente amministrazione. La decisione definitiva dipenderà dalle valutazioni tecniche e industriali, ma la Regione non esclude il ricorso all’esproprio qualora nessun territorio accettasse volontariamente l’impianto.

Entro un mese Bucci vorrebbe convocare un tavolo con i territori interessati, mentre la pubblicazione del bando per l’ultima fase della procedura è prevista entro la fine dell’anno.

Per la Val Bormida queste dichiarazioni hanno un peso notevole. Scarpino non è fuori dai giochi e, secondo il presidente della Regione, avrebbe persino le caratteristiche tecniche necessarie.

A questo punto il documento annunciato da Bucci deve essere pubblicato. Solo così sarà possibile confrontare seriamente Scarpino con Bragno, Ferrania e l’area ex Acna di Cengio.

Una cosa, però, dovrebbe essere chiara fin da ora: non sarebbe accettabile che Genova producesse la maggior parte dei rifiuti, decidesse di non volerli bruciare sul proprio territorio e trasferisse alla Val Bormida tutti i costi ambientali e sanitari dell’operazione.

Condividi