Tra delusioni e proposte: che la messa in scena abbia inizio!
Il 28 ottobre si è tenuto il “tavolo sul decoro” in Comune.
Data scelta con cura: è la festa di San Giuda Taddeo, patrono delle cause perse e disperate.
Al tavolo, rigorosamente senza gambe, si sono riuniti amministratori, associazioni, comitati e promesse già scadute.
La premessa?
Una sviolinata d’amore degna di Sandra e Raimondo.
No, non erano loro: erano il signor Sindaco e Livio Di Tullio, impegnati in un duetto tanto affettuoso quanto imbarazzante.
Il Dottor Fenoglio, presidente UPPI, e non risparmia nessuno.
Sprona amministrazione e SEAS, ricordando che la Costituzione e la carta dei servizi sono rispettati. Porta all’attenzione le criticità per chi utilizza mastelli individuali e senza mezzi termini intima di trovare soluzioni immediate, oppure i cittadini saranno costretti a percorrere altre strade — frase che suona più come un piccolo ultimatum che come un consiglio.
Il presidente ANACI chiede Altamura di promettere di non scaricare responsabilità e ricorda che i cittadini sono gli interlocutori diretti di SEAS.
Altamura, però, sembra non afferrare del tutto il concetto, come chi legge un manuale di istruzioni senza capire le figure.
Il presidente seas ci tiene a spiegare che i mastelli individuali permettono la Tariffa Puntuale, ignorando che per molti esperti del sistema è già inapplicabile.
Poi spiega che i cittadini devono “abituarsi all’estetica” dei nuovi bidoni ch tra qualche tempo diverranno parte integrante della città.
Il pensiero va subito al ridicolo questionario di primavera e qualcuno mormora: sarà stato lui l’ideatore?
Infine la Marino che rompe le uova nel panierino: il sistema è pieno di inefficienze, basta mastelli sparsi come coriandoli e tre condominiali per portone, ricordatevi la petizione di oltre 5000 persone (peccato che alcuni punti siano stati Consigliati di interrompere la raccolta altrimenti chissà i numeri…)
E così fu:
Assente giustificato: il decoro.
Presente spiritualmente: San Giuda Taddeo, quarto partecipante invisibile al tavolo dei big, invitato d’onore e santo patrono del verbale vuoto…
Nessun nuovo appuntamento concordato, un elenco di criticità da inviare e altro tempo da aspettare.






