SAVONA – Quando il progetto della nuova raccolta rifiuti inizia a puzzare più dell’umido lasciato sotto il sole, il Sindaco corre ai ripari. Dopo le rituali riunioni al Palaseas, che ormai hanno l’efficacia di un volantino sul parabrezza in una giornata di vento, il sindaco ha capito che bisogna cambiare strategia: scendere in strada, nei quartieri, tra la gente. O quantomeno tra una decina di persone ben selezionate, possibilmente munite di sorriso compiacente e tessera simpatizzante.
È iniziato così il “Trash Tour 2025”, tappa dopo tappa, dal verde – si fa per dire – di via Verdi a Villapiana, passando per via Milano, piazza Amendola, la Villetta, Legino e fino al Parco delle Nazioni, nell’esotico Oltreletimbro. In ogni luogo, lo schema è collaudato: discorsetto introduttivo (con tono sofferente e partecipato), confessione sulle “difficoltà oggettive”, appello al dialogo con i cittadini (“è importante incontrarsi per strada!”), difesa eroica del progetto (“stiamo facendo il massimo!”) e inevitabile post social con foto in posa e didascalia motivazionale.
Tutto studiato al millimetro. Con fotografo al seguito, ovviamente, perché senza una gallery su Facebook la democrazia partecipativa non esiste. Ogni incontro viene poi trasformato in articolo su testate locali, per ribadire che “ci stanno lavorando” e che “ascoltano tutti”. Non sia mai che qualcuno si accorga che il consenso è in caduta libera, e che l’unico vero recupero in atto è quello della visibilità personale, in vista di future battaglie elettorali.
Chiariamo: nessuno è contro il confronto con i cittadini. Ma quando ogni passeggiata nei quartieri sa di spot elettorale anticipato, con tanto di regia, luci e microfono, allora il dubbio viene: davvero si vuole migliorare il servizio, o si punta solo a riciclare la propria immagine politica?
E intanto, mentre le fotocamere scattano e i comunicati piovono, i problemi sulla nuova raccolta rifiuti restano lì, testimoni muti di una città che vorrebbe risposte vere, non messinscene da tour promozionale.






