Ormai è diventato un mantra tra i militanti del PD savonese: “Fino a quando ci faremo calpestare da Marco Russo?”. Una domanda che riecheggia tra i circoli e gli elettori, sempre più increduli di fronte all’atteggiamento remissivo del partito nei confronti di un sindaco che, pur avendo ricevuto il loro appoggio incondizionato, continua a trattarli come spettatori passivi della sua amministrazione.
Che il PD fosse il principale partito a sostegno della giunta Russo è un dato di fatto. Che venga sistematicamente snobbato, ignorato e umiliato nelle scelte amministrative è invece una vergogna. La gestione Russo sembra essere un “one man show”, dove il partito che lo ha portato al potere viene costantemente relegato al ruolo di comparsa.
I suoi assessori, quelli in quota PD, sono i primi a subire il peso di un’amministrazione che si barcamena tra inefficienza e scelte discutibili. Rossello è ormai diventato il capro espiatorio ufficiale delle decisioni sbagliate, bersaglio di critiche feroci ogni volta che qualcosa va storto (e succede spesso). Parodi, dal canto suo, è costretto a inventarsi giustificazioni ogni volta che un’opera pubblica ritarda o una gestione si rivela fallimentare. E poi c’è Di Padova, il vice sindaco che sembra aver dimenticato non solo il suo partito di appartenenza, ma anche il percorso politico che lo ha portato dov’è ora. Qualcuno ha visto un suo intervento critico? Un segnale di vita politica autonoma? Nemmeno per sogno.
Il sindaco, forte della sua rete personale fatta di cooperative, ambienti ecclesiastici e associazioni culturali a lui fedeli, fa e disfa senza rendere conto a nessuno. Ha addirittura avuto il coraggio di snobbare il sindacato nella vicenda TPL, senza degnarsi di un confronto serio, scatenando la rabbia della CGIL. E come se non bastasse, invece di occuparsi della città, è impegnato a sponsorizzare a Genova il candidato sindaco del centrodestra Piciocchi, perché ovviamente la sua priorità è la famosa campagna di “relazioni istituzionali” per la candidatura di Savona a Capitale della Cultura.
Mentre il sindaco fa il giro delle capitali del turismo e stringe mani nei salotti buoni, Savona cade a pezzi. La viabilità è un disastro, con strade impercorribili. Le buche sono ormai un elemento distintivo del paesaggio urbano. La raccolta dei rifiuti è sempre più carente, con cittadini esasperati che si lamentano di un servizio che peggiora anziché migliorare.
E il PD che fa? Niente. Zero. Silenzio assoluto. Nessuna protesta, nessuna voce critica. La base, sempre più delusa, si chiede se esista ancora un partito in grado di prendere posizione o se ormai sia solo un’accozzaglia di yes men in attesa di qualche briciola di potere.
Forse è giunto il momento di una riflessione seria: il PD savonese vuole ancora esistere o ha deciso di dissolversi definitivamente nell’ombra del sindaco Russo?






