Nel 2021 il “Patto per Savona” si presentava ai cittadini con un documento di 75 pagine ricco di idee, progetti e slogan. Una visione ambiziosa che prometteva una città “giusta, dinamica e attrattiva”, capace di rilanciare sviluppo, turismo, cultura, sport e qualità della vita.
A pochi mesi dalla fine del mandato di Marco Russo, vale però la pena fare una domanda semplice: quante di quelle promesse sono diventate realtà?
Tralasciamo le grandi opere futuristiche o i progetti miliardari presenti nell’Agenda. Parliamo solo di alcuni interventi che erano stati indicati come prioritari e che, in molti casi, sembravano perfino alla portata di un’amministrazione comunale mediocre.
Alleanza Città-Porto: elettrificazione ancora sulla carta
Il programma indicava come progetto simbolo dell’alleanza tra città e porto la transizione energetica, con l’elettrificazione delle banchine e la creazione di una vera “Port Grid”.
Cinque anni dopo il rapporto tra Savona e il porto continua a essere raccontato più nei convegni che nei fatti. I cittadini attendono ancora di vedere quella rivoluzione energetica che avrebbe dovuto diventare il simbolo della modernizzazione del sistema portuale savonese.
Alleanza Città-Campus: i palazzi dimenticati
Il Patto per Savona parlava di un forte collegamento tra città e Campus universitario.
Tra gli interventi più attesi figuravano la riqualificazione di Palazzo Mascolo e Palazzo Gavotti, strutture che avrebbero dovuto contribuire a creare una vera integrazione tra università e tessuto urbano.
Anche qui, però, i risultati concreti faticano a vedersi. Il Campus continua a rappresentare un’eccellenza, ma il salto di qualità nel rapporto con la città resta incompiuto.
Turismo: la spiaggia del Priamar, la promessa infinita
Forse nessun progetto rappresenta meglio la distanza tra annunci e risultati della spiaggia sotto il Priamar.
Dal 2022 a oggi si sono susseguiti annunci, conferenze stampa, rendering, bandi, project financing, investitori cercasi e promesse di imminenti trasformazioni.
Nel frattempo la realtà è rimasta quella che i savonesi conoscono bene: una spiaggia che continua a vivere una situazione di degrado e frequentazioni problematiche.
L’unica cosa davvero realizzata è stata la produzione seriale di comunicati stampa.
Cultura: il Teatro Chiabrera aperto 360 giorni l’anno?
Nel programma si parlava di “Teatro 360”, con il Chiabrera aperto praticamente tutto l’anno e capace di diventare il cuore pulsante della vita culturale cittadina.
Si parlava inoltre di valorizzazione del Santuario, di attività culturali diffuse e dell’apertura della Galleria del Garbasso.
A distanza di anni, la sensazione è che la cultura sia stata utilizzata soprattutto come slogan politico collegato alla candidatura di Savona Capitale della Cultura, mentre molti dei progetti annunciati sono rimasti incompiuti o procedono con estrema lentezza.
Sport: il Bacigalupo continua ad aspettare
Il programma definiva lo stadio Bacigalupo “un enorme problema per la città” e prometteva una ristrutturazione collegata al Campus e alla nascita di una cittadella dello sport.
Cinque anni dopo il Bacigalupo continua a essere un enorme problema.
Gli annunci non sono mancati, ma il rilancio dell’impianto resta uno dei grandi dossier irrisolti dell’amministrazione.
Decoro urbano: il fallimento della differenziata spinta
Qui il confronto con il programma diventa impietoso.
Nel 2021 il Patto per Savona prometteva un sistema integrato dei rifiuti basato sulla differenziata spinta, accompagnato da una città più pulita e decorosa.
Oggi il tema dei rifiuti è probabilmente uno dei principali motivi di scontento dei cittadini.
Aumenti Tari, proteste diffuse, quartieri trattati in modo differente, polemiche continue sulla raccolta porta a porta e un livello di pulizia urbana che continua a suscitare critiche.
Se questo doveva essere il modello di riferimento, il giudizio dei cittadini sembra già scritto.
Casa: ampliare la disponibilità di alloggi
Il programma parlava chiaramente della necessità di ampliare la disponibilità di case, recuperare il patrimonio inutilizzato e favorire nuove forme di edilizia sociale.
Anche su questo fronte la percezione diffusa è quella di un problema ancora irrisolto, con giovani che faticano a trovare soluzioni abitative e un patrimonio immobiliare inutilizzato che continua a rappresentare una delle contraddizioni della città.
Parcheggio Sacro Cuore: un’altra occasione mancata
Tra le opere considerate strategiche figurava anche la riqualificazione del parcheggio del Sacro Cuore.
Anche in questo caso il progetto è rimasto sospeso nel limbo delle intenzioni.
Dalla visione ai risultati
Sfogliando oggi le 75 pagine dell’Agenda per Savona emerge una sensazione inevitabile.
Le idee non mancavano.
Mancano invece molti dei risultati.
L’impressione è che il Patto per Savona sia stato bravissimo nella fase della progettazione teorica, delle parole chiave, delle visioni e delle presentazioni pubbliche.
Molto meno efficace nella fase più difficile: trasformare quelle promesse in opere, servizi e cambiamenti visibili nella vita quotidiana dei savonesi.
E alla fine, per i cittadini, conta soprattutto questo.
Non quello che era scritto nel programma.
Ma quello che si vede per strada.






