Il palazzo fantasma accanto al Molo 8.44: degrado, rimpalli e nessuna soluzione

A pochi passi dal centro commerciale Molo 8.44 di Vado Ligure, vetrina moderna del territorio e simbolo di rilancio urbano, esiste un’altra realtà. Invisibile per chi passa veloce, ma fin troppo evidente per chi si ferma a guardare: un edificio abbandonato trasformato in rifugio di fortuna, tra sporcizia, rifiuti e condizioni igieniche al limite.

Le immagini parlano da sole. All’interno, materassi improvvisati, bottiglie sparse, oggetti accumulati senza ordine. Un bivacco stabile, non occasionale. Un luogo dove il degrado non è più emergenza temporanea, ma normalità consolidata.

E allora la domanda è inevitabile: possibile che nessuno intervenga?

Il rimpallo delle responsabilità

Dopo la diffusione del video, è arrivata la risposta dei responsabili del centro commerciale:

“L’area non rientra nella proprietà né nella gestione del centro commerciale. Abbiamo comunque segnalato la situazione agli enti competenti affinché intervengano.”

Una risposta formalmente corretta. Ma che, nella sostanza, suona come l’ennesimo scaricabarile.

Perché il punto non è stabilire di chi sia la proprietà sulla carta. Il punto è che quel degrado esiste, è visibile, è documentato. E si trova a pochi metri da una delle principali polarità commerciali della zona.

Il grande assente: il Comune

A questo punto il silenzio più pesante è quello dell’amministrazione comunale.

Perché se è vero che il centro commerciale non è responsabile diretto, è altrettanto evidente che:

  • c’è un problema di sicurezza,
  • c’è un problema igienico-sanitario,
  • c’è una questione sociale legata alla presenza di senza tetto lasciati a sé stessi.

E tutto questo rientra pienamente nelle competenze pubbliche.

Non si tratta solo di “sgomberare” o “ripulire”. Si tratta di decidere se un territorio vuole tollerare zone grigie di abbandono accanto a luoghi di rappresentanza.

Due mondi a pochi metri

Da una parte:

  • negozi,
  • parcheggi ordinati,
  • flussi di consumatori.

Dall’altra:

  • degrado,
  • abbandono,
  • invisibilità sociale.

Due facce della stessa città, separate da poche decine di metri. E forse da una distanza politica molto più grande.

Una questione che non si può più ignorare

Il rischio, come sempre, è che tutto si risolva in una sequenza già vista:

  • segnalazioni,
  • competenze rimpallate,
  • attese infinite,
  • e nessuna soluzione concreta.

Nel frattempo, il degrado resta. E cresce.

E allora la domanda finale, quella vera, è una sola:

Vado Ligure vuole davvero vedere questo problema… o preferisce continuare a girarsi dall’altra parte?

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