
Da qualche tempo Angelo Vaccarezza avrebbe annunciato l’intenzione di non ripresentarsi alle prossime elezioni regionali. Se questa scelta sarà confermata, non si tratterà di un semplice passo indietro personale: nel centrodestra savonese si aprirebbe una partita enorme.
Vaccarezza non è infatti un consigliere come gli altri. Ha alle spalle due mandati da sindaco di Loano, la presidenza della Provincia e un radicamento elettorale costruito in anni di politica locale e regionale. Alle Regionali del 2024 è stato eletto nella circoscrizione savonese con 2.325 preferenze. Un patrimonio di relazioni, amministratori e voti che, senza una sua candidatura, diventerebbe inevitabilmente oggetto di attenzione.
Ed è qui che nasce la voce, tutta da verificare, di un possibile accordo a tre tra Vaccarezza, l’assessore Ripamonti e il consigliere regionale Bozzano. La formula sarebbe semplice: Vaccarezza aiuterebbe Bozzano nella riconferma in Regione (l’eterna rivalità sembra essere stata messa da parte) e lavorerebbe perché Ripamonti, oggi assessore esterno, possa ottenere un’elezione diretta. Due obiettivi, una sola regia e la necessità di non disperdere un bacino elettorale che nel Ponente savonese pesa.
Naturalmente, al momento si parla di indiscrezioni e retroscena: nessun accordo risulta annunciato pubblicamente dai diretti interessati. Ma nella politica locale le alleanze spesso nascono molto prima delle conferenze stampa, nei rapporti con i sindaci, nelle candidature comunali e nella distribuzione silenziosa delle preferenze.
La domanda più interessante è un’altra: che cosa chiederebbe Vaccarezza in cambio di un eventuale sostegno? Le ipotesi che circolano sono diverse. Un ritorno a Loano con una ricandidatura a sindaco, sarebbe una possibilità tutt’altro che fantasiosa per chi quella città l’ha già guidata. Un’altra strada potrebbe portare nuovamente alla Provincia, qualora la riforma Delrio venisse superata e si tornasse all’elezione diretta. Infine c’è lo scenario più ambizioso: Roma, con una candidatura parlamentare.
Per ora sono soltanto voci. Ma le voci, quando insistono, segnalano quasi sempre che qualcosa si sta muovendo. E nel centrodestra savonese il problema non sarà soltanto decidere chi candidare: sarà capire chi può davvero ereditare, senza dividerlo, il consenso personale costruito da Vaccarezza negli anni.
