Il declino dell’industria savonese

Il declino industriale della provincia di Savona, area di crisi industriale complessa, è anche il riflesso o la conseguenza del declino delle classi dirigenti.

La politica utilizza il tema del lavoro per fini propagandistici, per scaricare responsabilità sui fronti opposti, o nella contesa elettorale.

Un esempio ne sono gli annunci che i vari piani di rilancio industriale avrebbero prodotto fino a 449 nuovi posti di lavoro, passati tre anni dall’avvio della procedura per il riconoscimento dello status di area di crisi industriale complessa, ad oggi di nuovi posti di lavoro, se ne sarebbero registrati 61.

Il Secolo XIX 25 ottobre 2019

Il turismo sebbene sia una voce non trascurabile dell’economia savonese, presenta sicuramente dei limiti tra cui la bassa qualità dell’offerta e delle strutture, che lo rende perlopiù un turismo stagionale o del fine settimana. Ne è la prova che passata la stagione balneare, si è registrato un incremento della richiesta di domande di disoccupazione per i lavoratori estivi, seppur con un mese di ritardo, legato secondo valutazioni della CGIL ai fattori meteorologici favorevoli del mese di ottobre. I cambiamenti climatici che incidono sull’erosione delle coste non sono di certo, nel lungo periodo, un fattore di sviluppo per il turismo balneare, pertanto dell’industria è ragionevolmente difficile poterne fare a meno.

L’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria, Andrea Benveduti (Lega di Salvini), nel caso della vertenza della Bombardier Di Vado Ligure in questi mesi è intervenuto sulla questione, ma al momento, di risultati se ne sono visti pochi. Dopo una mobilità per 104 lavoratori, la cessione dell’ingegneria e un annuncio di nuovi esuberi pochi giorni fa, nonostante le remunerative commesse assegnate recentemente dai clienti istituzionali a Bombardier Transportation Italy i lavoratori non vedono, al momento, una via di uscita per l’annosa vertenza.

Anche sulla vertenza della filiera del carbone, Alti Fondali- Funivie – Italiana Coke, stiamo assistendo all’ennesimo teatrino del rimpallo delle responsabilità, l’assessore Benveduti, questa volta, viene chiamato in causa dai consiglieri regionali Mauro Righello e Giovanni Lunardon del PD, che lo accusano del disinteresse che il precedente Governo a guida Lega di Salvini-(5 Stelle) e quindi del suo stesso colore, avrebbe mostrato sulla vertenza che riguarda un comparto fondamentale dell’economia savonese, dove sono occupati oltre 600 lavoratori. Secondo i due consiglieri del PD l’attuale governo partecipato dal loro partito ad un mese dall’insediamento avrebbe già convocato sindacati e Funivie per conferire sulla questione. Chiaramente l’assessore Benveduti si lamenta che la Regione ed il Comune di Cairo Montenotte, punto di arrivo delle Funivie e dove ha sede l’Italiana Coke, guidati dalla destra, non sono stati convocati in sede Ministeriale, oltre al luogo comune che la sinistra, in questi anni, ha difeso più le banche che i lavoratori.

La destra italiana, che nulla ha a che vedere con le destre liberali europee alla, Merkel-Macron-(Renzi) o le destre storiche anglosassoni (Trump e Johnson esclusi), che notoriamente è più avvezza alle marce, alle coreografie da stadio o alla caccia all’immigrato, nelle parole dell’assessore Benveduti, sembrerebbe avere a cuore le problematiche dei lavoratori, mentre la sinistra del job act pare essere in difficoltà a trovare argomenti per contrastare sia la destra caciarona del Papeete Beach, sia quella borgatara della legge Fornero. I 5 Stelle non si sa bene a cosa stiano pensando o se abbiano mai pensato a qualcosa.

Un lavoratore salariato, che le tasse le paga per tutti, in mancanza di una forza politica che tuteli effettivamente i suoi interessi, per difendere il proprio reddito ed i propri diritti, vorrebbe o spererebbe di trovare un riferimento nel sindacato.

Questa impresa a Savona potrebbe risultare alquanto ardua, ne è l’esempio il fatto che a fronte della perdita di centinaia di posti di lavoro in questi anni, dalla Tecnocivis, alla Tirreno Power, alla Asset Water Technology, Bombardier, Piaggio Aerospace, Olmo, non ci siano state grandi mobilitazioni da parte dei vari sindacati di categoria, in particolare i metalmeccanici, per contrastare questo declino. Nel caso della vertenza che interessa la Bombardier di Vado Ligure seppur vi siano state diverse mobilitazioni da parte dei lavoratori, come più volte abbiamo evidenziato, queste mobilitazioni sono risultate più che altro a corrente alternata, con molte contraddizioni, senza una strategia ben precisa che ad oggi hanno portato ad un esito incerto.

Difficilmente con due ore di sciopero, il 31 di ottobre, si riuscirà a risolvere i problemi insoluti da anni dell’industria savonese.

Notiamo però che a pochi chilometri di distanza per la perdita di un solo posto di lavoro si sciopera per un intera giornata (Il Secolo XIX 17 ottobre 2019).

Con tali classi dirigenti e sindacali ai lavoratori savonesi non gli resta che accendere un cero in chiesa.

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