Gianfranco Crocco, ex vice questore e comandante della Polizia Stradale, è destinato a diventare uno dei volti di punta di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni comunali. Figura di indubbio spessore professionale, Crocco ha dimostrato preparazione e capacità di analisi anche nel recente intervento all’hotel Mare, in occasione dell’incontro dedicato alla riforma della giustizia, ricevendo consensi trasversali all’interno del partito.
Proprio per questo, in casa FdI savonese lo vedrebbero già nel ruolo di assessore alla sicurezza: una scelta coerente con il suo curriculum e con l’immagine di “legalità e ordine” che il partito intende spendere nella campagna elettorale.
Peccato però che Crocco risieda ad Albissola Marina (giunta di Sinistra). Un dettaglio non secondario, che ha acceso una piccola ma significativa contesa interna: i “patrioti” albisolesi di superiore (giunta di centrodestra) rivendicano infatti il diritto di candidarlo – e magari valorizzarlo – nel loro comune, considerandolo una risorsa strategica per il territorio.
Ne è nata così una diatriba dai contorni quasi surreali: lo stesso uomo, la stessa bandiera politica, ma due comuni che se lo contendono come un attaccante di mercato a fine stagione. Una questione che, al di là dell’aneddotica, rivela una fragilità strutturale: la difficoltà di Fratelli d’Italia nel costruire una classe dirigente territoriale ampia e radicata, capace di coprire contemporaneamente più fronti senza entrare in conflitto.
Il tutto arriva in un momento delicato per il partito, appena uscito da una dura fase di scontri interni e con un nuovo coordinatore provinciale, Matteo Debenedetti, chiamato ora a dimostrare capacità di sintesi e gestione politica. Perché se è vero che Crocco rappresenta un valore aggiunto, è altrettanto vero che un partito che ambisce a governare dovrebbe evitare di trasformare una candidatura di qualità in un problema di collocazione geografica.
Una grana non enorme, certo, ma indicativa: le campagne elettorali iniziano spesso così, non dai programmi, ma dalle poltrone – anche quando non sono ancora state ufficialmente assegnate.






