GNL a Bergeggi: un passo verso la transizione green o un nuovo fronte di rischio ambientale?

Il porto di Vado Ligure si prepara a diventare un punto di riferimento per il rifornimento di GNL (Gas Naturale Liquefatto) con il via libera dell’Autorità Portuale alla concessione demaniale in favore della società Gnl Med s.r.l. per realizzare un nuovo deposito al confine con Bergeggi. Un’operazione presentata come un “salto di qualità” verso una portualità più sostenibile e una riduzione delle emissioni inquinanti, ma che, inevitabilmente, solleva interrogativi e preoccupazioni.

Se da un lato si sottolineano i vantaggi ambientali – emissioni di micropolveri praticamente azzerate, riduzione degli ossidi di zolfo e possibilità di rifornire navi moderne a doppia alimentazione – dall’altro emergono ombre che rischiano di essere sottovalutate.

Rischi per la sicurezza e l’ecosistema
L’area individuata per l’impianto è una zona costiera sensibile, in prossimità di un tratto marino di grande pregio naturalistico. Il deposito di GNL, per sua natura, è soggetto a rischi legati alla movimentazione di un combustibile criogenico altamente infiammabile, che richiede standard di sicurezza elevatissimi. In caso di incidente – anche se improbabile – le conseguenze per la costa e la biodiversità potrebbero essere pesanti.

Inoltre, sebbene il GNL sia un combustibile più pulito rispetto al Bunker C, rimane pur sempre un combustibile fossile. La sua estrazione, liquefazione e trasporto contribuiscono comunque alle emissioni climalteranti. In altre parole, si tratta di un passaggio intermedio verso un sistema energetico meno sporco, ma non privo di impatti.

Le incognite sulla Conferenza di Servizi
La concessione demaniale è condizionata al via libera definitivo del MASE, il Ministero dell’Ambiente, che dovrà valutare l’intero progetto e le relative prescrizioni. Se queste prescrizioni dovessero essere stringenti, la stessa concessione potrà essere riconsiderata. Ciò significa che, ad oggi, il progetto non è ancora certo né nella forma né nei tempi, e potrebbe essere oggetto di contestazioni, ricorsi o opposizioni da parte di associazioni ambientaliste e Comuni limitrofi.

Impatto sul territorio e consenso sociale
Non si può ignorare che la popolazione residente – da Bergeggi a Vado – non sia stata ancora pienamente coinvolta in un percorso di informazione trasparente e partecipata. Molti cittadini si domandano quali ricadute ci saranno in termini di traffico pesante, aumento di infrastrutture industriali e trasformazione del paesaggio costiero.

Se il porto di Vado ha già sperimentato tensioni e contrapposizioni sul tema della piattaforma container, l’arrivo di un deposito di GNL rischia di alimentare nuove divisioni tra chi guarda ai benefici economici e chi teme un’ulteriore industrializzazione del litorale savonese.

Un equilibrio complesso
Il Commissario Paroli ha più volte ribadito la necessità di continuità amministrativa e la centralità della transizione energetica per la competitività del porto. Ma la transizione verde, per essere davvero sostenibile, ha bisogno di scelte condivise e di un bilancio serio fra benefici e costi.

Il deposito GNL rappresenta una tappa importante verso un sistema portuale meno inquinante, ma non priva di rischi e criticità. La vera sfida ora è garantire che, accanto agli obiettivi di sviluppo e decarbonizzazione, venga tutelato in modo rigoroso l’interesse pubblico, la sicurezza delle comunità e la salvaguardia di un territorio già fortemente provato da decenni di interventi industriali.

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