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Fratelli d’Italia Savona, patrioti cercasi: per La Spezia riusciranno almeno a riempire un pullman?

L’11, 12 e 13 settembre La Spezia ospiterà la Festa dei Patrioti, appuntamento nazionale di Fratelli d’Italia. Tre giorni di dibattiti, ministri, bandiere, fotografie di gruppo e quell’inevitabile clima da raduno nel quale tutti sembrano uniti, sorridenti e pronti a conquistare il mondo.

Da Savona, invece, la domanda è più modesta ma non per questo meno impegnativa: riusciranno i patrioti savonesi a organizzare almeno un pullman?

Non è una provocazione gratuita. A leggere le voci che circolano tra iscritti, ex iscritti, dirigenti presenti, dirigenti scomparsi e patrioti che ormai comunicano soltanto attraverso messaggi cifrati, la situazione provinciale di Fratelli d’Italia assomiglia più a un’agenzia di viaggi in difficoltà che a un partito avviato verso le elezioni comunali.

L’iniziativa sembrerebbe essere proprio una gita alla Spezia. E va benissimo: ogni tanto uscire dalla provincia, respirare un po’ d’aria di partito e vedere che altrove esistono ancora sezioni, riunioni e militanti può perfino essere istruttivo. Il problema è che, alle porte della sfida per il Comune di Savona, ci si aspetterebbe anche qualche altra attività: discutere di programmi, ricucire rapporti, capire perché alcuni amministratori e iscritti se ne siano andati, ricostruire una presenza nei territori.

Invece, secondo i più maligni, il coordinamento savonese avrebbe una priorità assoluta: il turismo patriottico.

Del resto, organizzare un pullman è un’operazione politicamente delicata. Bisogna decidere chi sale, chi resta a terra, chi viene messo vicino al finestrino, chi porta i panini e soprattutto chi avrà il diritto di scattare la foto con il dirigente nazionale di turno. Altro che congressi: qui siamo alla diplomazia internazionale.

La vera speranza è che il pullman, qualora partisse, non arrivi alla Spezia con più posti vuoti che patrioti. Sarebbe un peccato: perché un partito che punta a contare nel capoluogo non può ridursi a un coordinamento da “tour operator”, con destinazione La Spezia e ritorno incerto.

E chissà che durante il viaggio non si riesca anche a parlare di Savona. Magari tra una sosta in autogrill e una bandiera tricolore.

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