Fratelli d’Italia e il caso Varazze: il grande comune lasciato senza casa

Varazze non è un paesino sperduto dell’entroterra. È uno dei principali Comuni della provincia di Savona, un territorio politicamente importante, con un elettorato di centrodestra storicamente rilevante. Eppure, per Fratelli d’Italia, sembra essere diventata una specie di terra di nessuno.

Non c’è un vero circolo cittadino, le tessere tradizionali sarebbero ormai ridotte a poche unità e l’attività del partito appare confinata soprattutto alla dimensione online. Un quadro singolare per una forza che a livello nazionale e regionale rivendica crescita, radicamento e centralità.

Il caso si è aggravato dopo l’uscita dalla maggioranza dei consiglieri De Felice e Callandrone, oggi nel gruppo misto all’opposizione. Una vicenda politica pesante, che avrebbe meritato un intervento, una mediazione o almeno una posizione chiara dei vertici regionali e provinciali. Invece, secondo chi conosce dall’interno la situazione varazzina, è calato il silenzio.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: De Felice ha scelto il percorso di Vannacci, Callandrone è approdata in Forza Italia; iscritti e simpatizzanti si sarebbero dispersi tra le due formazioni, mentre diversi militanti avrebbero preferito fare riferimento al Circolo Tricolore di Savona. Non proprio il modello di un partito in espansione.

Da tempo, inoltre, ci sarebbero persone disponibili a ricostruire un circolo serio, con volti conosciuti, esperienza e capacità di coinvolgere la città. Non mancherebbero quindi né le energie né la volontà. Manca, semmai, una risposta politica: qualcuno che ascolti, convochi, scelga e si assuma la responsabilità di rimettere insieme i pezzi.

Sul fondo circola anche l’ipotesi di una sorta di tacito equilibrio territoriale tra i consiglieri regionali Bozzano e Invernizzi: Varazze da una parte, Alassio dall’altra, con l’impegno reciproco a non invadere il campo altrui. È una ricostruzione che meriterebbe una smentita o una conferma pubblica. Perché, se fosse vera, sarebbe difficile accettare che un Comune importante venga trattato come una zona cuscinetto tra correnti.

Fratelli d’Italia dovrebbe chiedersi se può permettersi di lasciare Varazze senza una struttura, senza un confronto interno e senza una prospettiva. Per ora la risposta sembra essere sì. Ma un partito non si radica con i comunicati, né con le tessere online: servono un circolo, persone, presenza sul territorio e, soprattutto, la volontà di non abbandonare chi ancora crede in quel progetto politico.

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