A Savona, più che una raccolta firme, sembra essere in corso una raccolta di rancori interni in casa Fratelli d’Italia. Il partito, ufficialmente impegnato nei gazebo per promuovere la petizione “Basta aggressioni contro le Forze dell’Ordine”, si ritrova invece spettatore (e attore) di una vera e propria guerra intestina tra il coordinatore provinciale Claudio Cavallo e il coordinatore cittadino Filippo Marino Noberasco.
Tra i due, ormai, non scorre più buon sangue. Anzi, a giudicare dai malumori, nei gazebo non si raccolgono solo firme, ma anche ambizioni personali e frecciatine velenose. La posta in gioco? Il futuro politico di entrambi: Cavallo, con lo sguardo puntato alle elezioni politiche, e Noberasco, ancora scottato dalla mancata elezione alle regionali, che ora sogna di rientrare in pista come vicesindaco. E quale occasione migliore di una petizione per mostrarsi attivi e presenti?
Ma mentre loro si contendono la scena, la base mugugna. Non tanto per le tensioni, quanto per la generale mancanza di iniziative concrete. Se a questo si aggiunge la pessima abitudine di sparlare degli assenti durante le riunioni, il quadro è completo: un partito più impegnato nelle faide interne che nella battaglia elettorale. Renato Giusto è bersaglio di attacchi personali poco eleganti, mentre Massimo Arecco viene visto come il “colpevole” dell’insuccesso di Noberasco alle regionali.
E intanto, tra veleni e rivalità, la domanda aleggia nell’aria: ma quando si decideranno a pensare alle elezioni piuttosto che alle loro poltrone? Ai savonesi l’ardua sentenza.






