La Festa della Repubblica non è soltanto una ricorrenza istituzionale. Per città come Savona rappresenta il ricordo di una scelta nata dalle ferite profonde della guerra, dei bombardamenti, delle deportazioni e della lotta di Liberazione.
Quando il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica, i savonesi si espressero con una partecipazione straordinaria. Era il voto di una comunità che aveva conosciuto sulla propria pelle la violenza del fascismo e della guerra e che guardava al futuro con il desiderio di pace, libertà e democrazia.
Le celebrazioni di quest’anno hanno richiamato proprio questo significato. In piazza Sisto erano presenti le autorità civili e militari, gli studenti, le associazioni e molti cittadini. Particolarmente toccante il messaggio di pace dei bambini della scuola materna Sguerso, che hanno utilizzato il linguaggio dei segni per ricordare quanto il dialogo e la convivenza siano valori da difendere ogni giorno.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato come la Repubblica non abbia risolto immediatamente i problemi del Paese, ma abbia posto le fondamenta della democrazia italiana. Una democrazia costruita grazie al sacrificio di chi combatté per la libertà e al lavoro dell’Assemblea Costituente, alla quale partecipò anche la savonese Angiola Minella, una delle Madri Costituenti.
A ottant’anni da quel voto, il significato della Festa della Repubblica resta attuale. Non è soltanto un omaggio alla storia, ma un invito a custodire i valori che hanno permesso all’Italia di rinascere dopo una delle pagine più drammatiche della sua esistenza. Libertà, partecipazione e pace non sono conquiste scontate: richiedono memoria, impegno e responsabilità anche oggi.






