FERRAGOSTO SAVONESE. Ode semiseria a una provincia che non va mai in ferie

FERRAGOSTO SAVONESE
Ode semiseria a una provincia che non va mai in ferie

 

È Ferragosto, il mare luccica,
la spiaggia è piena, il turista appiccica.
Sotto l’ombrellone si cerca refrigerio,
ma a Savona la politica non va mai in ferie sul serio.

A Palazzo Sisto il sindaco Russo
guarda la città con fare compunto:
tra un cantiere, una serranda e un’aiuola,
spiega che Savona… praticamente vola.

Se il traffico impazza, è una percezione,
se il negozio chiude, è trasformazione.
Se qualche savonese protesta assai,
prima o poi comprenderà: il problema non c’è mai.

Poi arriva la vicesindaco Di Padova,
che con lo spritz ha fatto la prova
Tra eventi, brindisi e qualche aperitivo,
il bicchiere è mezzo pieno: guai a dirlo negativo!

Uno spritz al Priamar, uno in Darsena,
uno per la cultura che magari tornerà;
e se il Chiabrera ogni tanto resta addormentato,
con due fettine d’arancia è già rivalutato.

Ma sotto l’ombrellone qualcosa s’è spezzato:
il Movimento 5 Stelle savonese s’è ribellato.
Da Genova arrivano ordini, consigli e prediche,
ma a Savona rispondono: “ E’ deciso basta polemiche”.

Meles e compagni alzano la voce:
“facciamo da soli in modo veloce!”.
E mentre qualcuno da lontano detta la via,
a Savona scoprono il gusto dell’autonomia.

E poi c’è il PD, che mugugna ma non molla,
critica Russo in privato, in pubblico se lo accolla.
Cerca un candidato nuovo, ma non sa dove pescare:
alla fine rielegge Russo… per poterlo poi criticare!

Nel centrodestra, invece, grande competizione:
non per governare, ma per la sistemazione.
Con TPL è partito il torneo dell’estate:
nomine, veti, dispetti e telefonate.

Uno vuole Tizio, l’altro preferisce Caio,
un terzo dice: “Quello? Piuttosto mi sdraio!”.
Vaccarezza s’arrabbia, qualcuno fa melina,
e alla fine la presidenza… arriva da Torino in collina.

Savona guarda e domanda con educazione:
“Ma un savonese non c’era per questa posizione?”.
Silenzio. È Ferragosto, non fate domande:
quando girano le poltrone, la politica diventa grande.

E per far tornare i conti della spiaggia libera,
i Comuni trovano una soluzione davvero da delibera:
un po’ di scogli diventano arenile balneare,
manca soltanto spiegare dove l’ombrellone si può piantare

Poi passiamo il Cadibona e cambia la canzone:
in Val Bormida non vogliono l’inceneritore in dotazione.

Lo hanno detto i cittadini,
lo ripetono comitati e sindaci vicini:
“Di rifiuti ne abbiamo già sentito parlare,
quelli di Genova non veniteceli a bruciare”.

Ma dalla Regione compare Ripamonti,
con rassicurazioni, promesse e racconti.
“È moderno, è sicuro, vedrete che affare!”
E dalla Valle:
“Assessore, venga pure… ma senza inceneritore da inaugurare!”

L’imbonitore parla di tecnologia,
di emissioni, rotaie ed economia.
Ma al valbormidese, che ha memoria lunga,
quando sente certe favole… la rabbia si prolunga.

Perché questa è una Valle che ricorda l’ACNA,
e quando qualcuno dice “fidatevi”, drizza l’antenna.
Ha già pagato abbastanza il conto ambientale:
adesso vuole respirare, non diventare il camino regionale.

Intanto Bucci osserva dalla Regione,
cercando un posto per la combustione.
Genova dice no, la Valle pure,
e il cerino acceso comincia a scottare le procure…
pardon, le strutture.

E così arriva la sera di Ferragosto,
con ogni politico finalmente al suo posto:
Russo racconta la Savona che verrà,
Di Padova ordina uno spritz e brinda alla città.

Il Cinque Stelle litiga con Genova capitale,
il centrodestra gioca a Risiko provinciale.
TPL distribuisce sedie con gran precisione
mentre l’autobus, magari, aspetta alla fermata la manutenzione.

In Val Bormida invece il brindisi è differente:
bicchiere alzato e messaggio al Presidente:

“Buon Ferragosto, Bucci, mangi pure il melone,
ma lasci a Genova il suo inceneritore.”

E mentre sul mare esplodono i fuochi colorati,
i savonesi osservano, ormai allenati.

Perché qui cambiano giunte, assessori e stagione,
ma sopravvive immortale una grande tradizione:

a Ferragosto chiudono uffici, negozi e persino qualche bar,
ma la politica savonese…
quella non riesce a chiudere neppure per andar al mar.

BUON FERRAGOSTO, SAVONA!

E ricordate:
lo spritz passa, la poltrona traballa,
ma la Val Bormida… l’inceneritore non se lo accolla.

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