Ex Stoppani, la bonifica infinita: una storia lunga decenni tra ritardi, rimpalli e promesse

C’è un dato che da solo racconta tutto: l’area ex Stoppani di Cogoleto è ferma da oltre vent’anni, ma la bonifica vera deve ancora cominciare davvero.

Una fabbrica chiusa, un problema aperto

La fabbrica Stoppani, storica industria chimica attiva per più di un secolo nella Val Lerone, ha cessato definitivamente l’attività nei primi anni 2000 (2003–2004).
Non ha chiuso però il suo impatto ambientale: quello è rimasto lì, sedimentato nel terreno, nella falda, nel mare.

Cromo esavalente, amianto, rifiuti industriali: una miscela pesante che ha trasformato l’area in uno dei siti più complessi della Liguria.

E da allora è iniziata la lunga, lunghissima stagione della bonifica.

Vent’anni dopo, siamo ancora alla “fase preliminare”

I numeri impressionano, ma raccontano anche un paradosso.

  • Circa 50.000 tonnellate di rifiuti gestiti complessivamente
  • Di cui 34.000 tonnellate pericolosi
  • Interventi durati oltre 10 anni solo per rimuovere parte dei materiali

E oggi?

Oggi si parla ancora di:

  • carotaggi
  • caratterizzazione dei terreni
  • progetto preliminare di bonifica

Tradotto: siamo ancora all’inizio.

Dopo oltre vent’anni dalla chiusura.

Il vero problema: non i lavori, ma il tempo

Il punto non è negare che qualcosa si stia facendo.
Le 11 mila tonnellate rimosse negli ultimi due anni dimostrano che quando arrivano fondi e struttura commissariale, i lavori accelerano.

Il punto è un altro: perché ci sono voluti vent’anni per arrivare qui?

La risposta, purtroppo, è la solita:

  • responsabilità private evaporate
  • intervento pubblico tardivo
  • competenze frammentate
  • rimpalli tra enti

E soprattutto una parola che in Italia pesa più dell’inquinamento stesso: tempi amministrativi.

Lo Stato arriva… quando il danno è già fatto

Solo quando il soggetto responsabile non ha fatto il suo dovere, è intervenuto lo Stato attraverso Sogesid e la struttura commissariale.

Ma a quel punto:

  • il danno era consolidato
  • i costi aumentati
  • i rischi ambientali protratti nel tempo

E soprattutto, il messaggio è sempre lo stesso: chi inquina raramente paga fino in fondo, paga la collettività.

Un’area enorme… ancora senza futuro

Parliamo di 440 mila metri quadrati tra Cogoleto e Arenzano.
Un pezzo di territorio che da oltre due decenni è:

  • inutilizzato
  • contaminato
  • sospeso

E anche qui siamo ancora alla fase delle “ipotesi”:

capire cosa si potrà realizzare

Dopo vent’anni, non sappiamo ancora cosa diventerà.

Il rischio: la bonifica come eterna promessa

La politica oggi parla di:

  • “passo fondamentale”
  • “orizzonte di un anno”
  • “fase successiva”

Parole già sentite.

Il rischio concreto è che la Stoppani diventi l’ennesimo simbolo italiano: non dell’inquinamento, ma dell’incapacità di chiudere i problemi.

Una domanda scomoda

Se per togliere i rifiuti ci sono voluti più di dieci anni,
quanto tempo servirà per bonificare davvero suolo e falda?

E soprattutto: quanto costa, in salute e sviluppo, aspettare trent’anni per sistemare ciò che si è distrutto in cento?

La vicenda ex Stoppani non è solo una storia ambientale.
È una storia politica, amministrativa e culturale.

Racconta un Paese dove:

  • si produce senza pensare al dopo
  • si chiude senza risolvere
  • si bonifica… lentamente

Troppo lentamente.

E mentre si annunciano nuove opere, nuovi impianti, nuovi progetti, una domanda resta lì, come il cromo sotto terra: abbiamo davvero imparato qualcosa?

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