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l botta e risposta tra Roberto Arboscello e il sindaco Francesco Dotta riporta sotto i riflettori una delle ferite ambientali più profonde della Liguria: il sito ex ACNA di Cengio, oggi inserito nel SIN Cengio-Saliceto.
Ma al di là delle dichiarazioni politiche, qual è davvero la situazione?
La realtà tecnica: bonifica incompleta, messa in sicurezza sì… ma non basta
Partiamo da un punto fermo: l’ex Acna non è un sito completamente bonificato.
Negli anni si è proceduto principalmente con interventi di messa in sicurezza permanente, non con una bonifica integrale. Tradotto:
- i contaminanti non sono stati rimossi del tutto
- ma confinati e controllati per evitarne la diffusione
Questo tipo di intervento, per legge, implica una cosa molto chiara: il sito resta di fatto una area con presenza di rifiuti pericolosi, che necessita di monitoraggio continuo.
E qui emergono i nodi.
Falda e Bormida: segnali contrastanti
I dati disponibili (ARPA e relazioni tecniche negli anni) indicano che:
- nei piezometri si registrano ancora superamenti di soglia per alcune sostanze organiche
- in alcuni casi sono state rilevate tracce di contaminanti nel fiume Bormida, anche se non in modo costante
Questo non significa un disastro in atto, ma neppure una situazione “risolta”.
È una condizione intermedia, tipica dei grandi siti industriali dismessi: stabilizzata, ma non definitivamente sanata
Il vero punto critico: gestione e controllo
La questione più delicata sollevata da Arboscello riguarda la continuità del presidio ambientale.
Se davvero – come si sostiene – la convenzione tra ENI e la Provincia non fosse stata rinnovata (o fosse stata modificata), il problema non è solo tecnico ma politico:
- senza monitoraggio costante
- senza gestione attiva del sistema di emungimento
- senza controllo pubblico rigoroso
una messa in sicurezza rischia di diventare fragile nel tempo.
E questo è un tema serio, al di là delle polemiche.
Termovalorizzatore: ipotesi reale o suggestione?
Altro punto caldo: l’ipotesi che l’area ex Acna sia stata inserita tra i possibili siti per un termovalorizzatore (studio RINA).
Qui bisogna essere chiari:
- non esiste alcuna decisione
- si tratta di valutazioni preliminari su base tecnica (logistica, accessibilità, aree disponibili)
- ma il contesto ambientale pesa, eccome
Inserire un sito con una storia così complessa tra le opzioni è tecnicamente possibile sulla carta,
ma politicamente ed ambientalmente esplosivo.
Dotta vs Arboscello: due narrazioni opposte
Il sindaco Dotta difende l’immagine del territorio e respinge l’idea di un sito “ancora inquinato”.
E ha una parte di ragione:
- oggi Cengio non è più l’incubo degli anni ’80-’90
- la situazione è molto migliorata rispetto al passato
Ma Arboscello non inventa nulla:
- le criticità esistono
- i dati ambientali non sono completamente rassicuranti
- la bonifica totale non è mai stata completata
In sostanza:
uno parla da amministratore locale (tutela del territorio),
l’altro da opposizione politica (enfatizza le criticità).
La verità sta nel mezzo. Ma è una verità scomoda per entrambi.
Il punto politico vero (quello che conta davvero)
La questione ex Acna oggi non è solo ambientale. È diventata strategica.
Perché si intreccia con:
- il tema dell’inceneritoree ligure
- la scelta dei siti (Val Bormida sempre più nel mirino)
- il rischio di concentrare impianti in territori già fragili
E qui nasce il sospetto diffuso tra i cittadini: prima si minimizza poi si “riapre” il sito a nuove funzioni
Né catastrofe né normalità
La situazione attuale dell’ex Acna si può riassumere così:
- non è un sito bonificato completamente
- è un’area sotto controllo ma con criticità residue
- non rappresenta oggi un’emergenza immediata
- richiede però monitoraggio serio e continuo
Il problema è che nel dibattito pubblico si passa sempre da un estremo all’altro:
- “tutto è risolto”
- oppure “è ancora un disastro”
La realtà, come spesso accade, è più complicata: un equilibrio instabile, che funziona finché qualcuno lo controlla davvero
E la domanda vera resta lì, sospesa: chi sta controllando oggi… e per quanto ancora?






