La storia sembra ripetersi. Cambiano il Comune, il nome della struttura e l’ordine religioso proprietario, ma il copione appare sempre lo stesso: una grande proprietà della Chiesa viene dismessa, finisce sul mercato e, puntualmente, gli occhi degli operatori immobiliari si posano su aree verdi di enorme valore paesaggistico.
Questa volta succede a Varazze, dove è stata messa in vendita la storica Casa di Ospitalità dei Fatebenefratelli ai Piani d’Invrea, una struttura ricettiva immersa in un parco di circa 40 mila metri quadrati, con accesso al Lungomare Europa e una posizione tra le più suggestive della Riviera. La richiesta supera i tre milioni di euro e la struttura ha cessato l’attività ricettiva nel 2025.
Per molti si tratta semplicemente di una compravendita immobiliare. Per chi osserva quello che sta accadendo in tutta la provincia savonese, invece, è difficile non vedere un disegno che si ripete.
Da Celle a Varazze, passando per le ex colonie
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una lunga serie di trasformazioni.
A Celle Ligure le ex colonie religiose sono ormai entrate nei grandi progetti di riconversione edilizia. Lo stesso è avvenuto o sta avvenendo per strutture appartenute ad enti ecclesiastici o assistenziali, spesso circondate da parchi e grandi aree verdi.
Anche il Cottolengo di Celle, dopo la cessazione delle attività, è destinato a cambiare volto. Come altre proprietà religiose, rappresenta un patrimonio immobiliare enorme che inevitabilmente attira investitori interessati soprattutto al valore edificatorio delle aree.
Ora l’attenzione potrebbe spostarsi proprio su Varazze.
Non servono doti divinatorie: quando sul mercato arriva una struttura alberghiera con decine di migliaia di metri quadrati di terreno, in una delle zone più pregiate della Riviera, è inevitabile che qualcuno inizi a fare conti, studi di fattibilità e valutazioni urbanistiche.
Sempre gli stessi protagonisti?
La sensazione, almeno osservando le operazioni degli ultimi anni, è che i protagonisti siano spesso gli stessi grandi operatori immobiliari che hanno già trasformato alberghi, colonie e strutture ricettive in complessi residenziali.
È un fenomeno che abbiamo raccontato più volte.
Le strutture nate per ospitare famiglie, gruppi, religiosi o vacanzieri finiscono per diventare seconde case di lusso.
Naturalmente nessuno può sapere oggi quale sarà il futuro della Casa dei Fatebenefratelli, ma l’ipotesi più probabile è la trasformazione in residenziale, peccato che una volta costruiti gli appartamenti non si torni più indietro.
Il parco vale quanto gli edifici
C’è poi un altro elemento che merita attenzione.
I 40 mila metri quadrati di parco che circondano la struttura non rappresentano soltanto un valore immobiliare.
Sono un patrimonio ambientale, paesaggistico e storico che caratterizza uno dei tratti più belli della costa ligure.
Sarebbe un errore enorme considerarlo soltanto come una potenziale superficie da valorizzare economicamente.
Perché la Liguria continua a proclamare di voler vivere di turismo, ma ogni anno perde un altro albergo, un’altra colonia, un’altra casa di ospitalità.
E quando ci si accorgerà che il turismo si alimenta con strutture ricettive, servizi e spazi verdi, e non soltanto con appartamenti vista mare, potrebbe essere ormai troppo tardi.
La vendita della Casa dei Fatebenefratelli non significa automaticamente che nascerà un nuovo complesso residenziale. Sarebbe scorretto affermarlo oggi. Tuttavia, osservando quanto è accaduto negli ultimi anni con molte altre proprietà religiose e alberghiere della Riviera, è inevitabile che qualcuno si chieda se anche questa non sia destinata a entrare nello stesso percorso: dal turismo al mattone. E sempre con gli stessi protagonisti






