Discarica del Boscaccio, scontro legale tra Ecosavona e Provincia: ricorso al Tar contro lo stop all’ampliamento

La partita sulla discarica del Boscaccio di Vado Ligure si sposta ora nelle aule di giustizia amministrativa. La società Ecosavona, attuale gestore dell’impianto, ha infatti presentato ricorso al Tar contro la decisione con cui, lo scorso 5 dicembre, la Provincia di Savona aveva respinto la proposta di project financing legata al futuro della discarica.

Una bocciatura pesante, motivata da Palazzo Nervi con la presenza di criticità tecniche e documentali ritenute incompatibili con il proseguimento dell’iter autorizzativo. Nei giorni scorsi il presidente della Provincia, Pierangelo Olivieri, ha formalizzato la costituzione dell’ente in giudizio per difendere la legittimità del provvedimento e resistere al ricorso della società.

Il nodo: ampliamento e nuova gestione

Al centro dello scontro c’è il progetto presentato da Ecosavona nell’aprile 2024, che prevedeva un intervento complessivo sul sito:

  • il completamento dell’ampliamento di valle (Fase 1),

  • una successiva Fase 2 di espansione,

  • il revamping dell’impianto TMB,

  • opere di ripristino ambientale e gestione post-operativa.

Dal punto di vista ambientale il progetto aveva già ottenuto un via libera regionale attraverso il PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), ma con una condizione decisiva: ogni sviluppo successivo sarebbe dovuto passare attraverso una procedura pubblica di affidamento della concessione, proprio tramite project financing.

Ed è qui che il meccanismo si è inceppato.

Autorizzazione ponte e futuro incerto

L’attuale gestione della discarica è garantita fino al 31 dicembre 2026, grazie a un’autorizzazione transitoria pensata proprio per consentire la definizione del nuovo assetto gestionale. Il diniego della Provincia ha però riaperto completamente lo scenario.

Il rischio, ora, è quello di trovarsi senza una soluzione definita mentre in Liguria resta aperta la questione più ampia del ciclo dei rifiuti, tra ipotesi di termovalorizzatore regionale e impianti già sotto pressione.

Non è un dettaglio secondario: il Boscaccio rappresenta da anni uno degli snodi principali dello smaltimento provinciale e ogni rallentamento decisionale rischia di avere ricadute sull’intero sistema.

Dietro il ricorso, anche una partita politica

Il ricorso al Tar assume inevitabilmente anche un valore politico-amministrativo. Da un lato Ecosavona sostiene di aver presentato un progetto coerente con le indicazioni regionali e necessario per garantire continuità operativa; dall’altro la Provincia rivendica il diritto di pretendere garanzie economiche, tecniche e procedurali più solide prima di impegnare il futuro di un impianto strategico e ambientalmente sensibile.

Sul fondo resta una domanda che accompagna da anni la vicenda rifiuti nel savonese:
continuare ad ampliare discariche esistenti oppure cambiare davvero modello impiantistico?

La risposta, almeno per ora, passerà dal Tar. Ma il tempo, nel frattempo, continua a scorrere verso il 2026.

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