Più volte abbiamo scritto che, almeno su alcune grandi questioni che riguardano il territorio, gli amministratori piemontesi sembrano dimostrare una capacità di fare squadra che in Liguria, e in particolare nel Savonese, si vede molto raramente.
L’esempio più evidente è stato il fronte compatto contro il progetto del termovalorizzatore in Val Bormida. Sindaci di schieramenti diversi, amministratori locali, associazioni e categorie economiche hanno saputo mettere da parte le differenze politiche per difendere il territorio. Un atteggiamento che, al di là delle opinioni sull’impianto, dimostra senso delle istituzioni e capacità di collaborazione.
In questi giorni è arrivato un altro episodio che merita una riflessione.
La Giunta comunale di Ormea ha infatti pubblicato un messaggio rivolto ai cittadini e ai tanti turisti presenti nel paese, chiedendo scusa per i disagi causati dal nuovo sistema di raccolta porta a porta, gestito da Acem-Proteo. L’amministrazione ha riconosciuto apertamente che il servizio sta incontrando difficoltà, aggravate dall’aumento delle presenze estive, e ha promesso di seguire con attenzione l’evolversi della situazione per arrivare rapidamente a una soluzione.
Nulla di straordinario. Semplicemente un’amministrazione che riconosce un problema e si assume la responsabilità di comunicarlo ai cittadini.
La situazione ricorda molto da vicino quella vissuta a Savona negli ultimi mesi. Anche qui cassonetti pieni, rifiuti accumulati, segnalazioni quotidiane sui social e fotografie che mostrano una città spesso ben lontana dagli standard che dovrebbe offrire, soprattutto durante la stagione turistica.
La differenza, però, è tutta nell’atteggiamento.
Ad Ormea si chiede scusa.
A Savona, invece, troppo spesso si minimizza, si nega l’evidenza o si racconta che il servizio funziona regolarmente, nonostante le immagini e le proteste dei cittadini raccontino una realtà ben diversa.
Ammettere un problema non significa dichiararsi incapaci. Al contrario, è il primo passo per risolverlo. Negarlo, invece, rischia soltanto di aumentare il malcontento e di incrinare il rapporto di fiducia tra amministrazione e cittadini.
Forse è proprio questa la differenza più grande tra due modi di amministrare: da una parte chi considera le scuse un dovere istituzionale quando qualcosa non funziona; dall’altra chi sembra preoccuparsi più della narrazione che della realtà.
E i cittadini, che ogni giorno convivono con i disagi, questa differenza la vedono benissimo






