Difendere la propria terra con il coraggio delle idee.

In un dibattito spesso semplificato e urlato, il Comitato contro l’inceneritore in Val Bormida merita un elogio per il metodo e la determinazione con cui sta affrontando una questione che riguarda il futuro di tutti.

Il Comitato contrario alla realizzazione dell’inceneritore tra Cairo Montenotte e l’area ex industriale sta portando avanti un lavoro strutturato, continuo e documentato. Un impegno non isolato, collettivo

Non una mobilitazione emotiva, ma un’attività puntuale: analisi degli atti, studio dei progetti, confronto con tecnici e professionisti, organizzazione di incontri pubblici nei Comuni della Valle.

Al centro della loro azione non c’è soltanto un “NO”, ma la richiesta di trasparenza sulle procedure, di chiarezza sui dati ambientali, di garanzie concrete per la salute pubblica e per il futuro economico del territorio.

In un’area che porta ancora i segni di un passato industriale pesante, la domanda è semplice: quale modello di sviluppo per la Val Bormida?

Il Comitato ha scelto di porla con strumenti civili, argomentazioni e presenza costante.
Una battaglia che non si gioca sugli slogan, ma sui contenuti.

Perché qui non si discute solo di un impianto.
Si discute di una valle che chiede di non essere considerata l’ultima opzione possibile.
Si discute di fiducia nelle istituzioni, di diritto all’informazione, di partecipazione reale.

E soprattutto si discute di futuro.

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