Piccola digressione di politica locale alla luce della evidente inerzia che ha caratterizzato le Amministrazioni locali (tutte indistintamente) a riguardo della famosa incompiuta Aurelia Bis tra Savona e Albisola Superiore.
Apparentemente nessuna di loro capì in passato e capisce ora come avrebbero dovuto comportarsi.
Argomento che mi sta particolarmente a cuore.
La novità del terzo affidamento ad un terzo nuovo contractor non è una vittoria, per essere chiari
Ho circa 30 anni di esperienza su progetti analoghi di tipo infrastrutturale in Italia e all’estero. E’ del tutto evidente che la specificità italiana relativa ad un progetto (il definitivo fu lanciato in gara negli anni 90 dalla Provincia poi ereditato da ANAS che – oggettivamente – ha trattato il medesimo come peggio non si poteva) come quello della Aurelia Bis è lampante. Circa 30 anni per realizzare un’opera (già monca all’origine mancando il tratto Albisola – ingresso verso Celle attraverso il Rio Basco e la Costa dei Siri) sono un “casus” quasi unico. Questo è indubbio. Dico questo semplicemente perché conosco il progetto dalle origini.
Considerazioni tecniche:
1. lo stato di abbandono di un cantiere per anni causa, vista la mancanza di manutenzione e la incompiutezza delle opere, danni alle strutture già realizzate e permettere questo significa sostanzialmente un danno erariale (visto che le opere già realizzate dovranno essere controllate, verificate alla luce delle nuove norme tecniche nel mentre lanciate (2008 e poi 2018), monitorate e messe in pristino.
2. Il progetto ha causato grossi problemi ad alcuni fabbricati , inoltre, ha creato un danno ambientale (del quale ANAS dovrebbe rispondere) , oltre al danno economico che una incompiuta causa alla luce del fatto che il miglioramento trasportistico non c’è stato ed anzi c’è stato un peggioramento del medesimo con ovvie conseguenze economiche.
Mi fermo qui per la parte tecnica. Considerazioni politiche: personalmente consigliai al Sindaco Caprioglio di nominare un tavolo di tecnici indipendenti per un monitoraggio dello stato di avanzamento dell’opera (geologi, urbanisti, trasportisti, civili e geotecnici) in quanto ANAS “faceva un lavoro in casa dei cittadini savonesi” ed essendo la competenza di ANAS è indubbio che le responsabilità gestionali ricadano su di essa al 90 %. Inseriamo nel discorso il fatto che il primo consorzio (Letimbro scarl) incappò nella crisi economica intorno alla prima decade del 2000 e che oggettivamente il progetto esecutivo (realizzato successivamente in termini di appalto integrato) (previsto in larga parte con uso di TBM mentre forse uno scavo in tradizionale sarebbe stato più efficace viste le condizioni geologiche locali) non era sotto alcuni profili forse il migliore. In ogni caso nessuno fece nulla.
Ora si nominano i tavoli tecnici, ora.
Poi altri ritardi per riassegnare di nuovo ad altro contractor, date anche le complicazioni legali ovvie (ma sono state prese, come si dice, “per le corna”?) con un ennesimo stop per lo stato di insolvenza anche di quest’ultimo
Per esperienza personalmente ho sempre detto, da tecnico e da cittadino, che i Comuni di Abisola, Albissola e Savona dovevano partire con gli avvocati (chiedere danni ambientali e economici era dovuto) molto tempo fa. E’ certo che l’approccio di totale – o quasi – accondiscendenza (a parte eventuali sfoghi verbali che in ambito di appalti contano zero) verso ANAS è stato evidente e lo è tutt’ora. E’ offensivo quanto dico? No, e credo di avere “i numeri ” per affermarlo.
Diego Minuto geologo






