Dal Baltico a Vado, la pista dei sabotatori

Fermato in Italia un ucraino: sospetti di legami con il caso Seajewel

Un filo sotterraneo potrebbe unire il sabotaggio del Nord Stream e le esplosioni che lo scorso febbraio hanno colpito la petroliera Seajewel al largo di Vado Ligure. La polizia italiana ha arrestato a Rimini Serhi Kuzientsov, 49 anni, cittadino ucraino ricercato con mandato europeo e accusato di aver guidato lo yacht usato per portare gli incursori sul gasdotto nel Baltico.

Ora la procura di Genova indaga: le modalità dell’attacco alla Seajewel – ordigni magnetici piazzati sotto la chiglia – richiamano da vicino quelle del Nord Stream. Coincidenza o mano della stessa rete di sabotatori filo-ucraini?

Il sequestro del greggio libico a bordo della nave e i sospetti sulle cosiddette “flotte fantasma” aggiungono nuovi tasselli a un puzzle che intreccia Mediterraneo e Nord Europa, energia e guerra ombra. La Digos è al lavoro per capire se l’uomo arrestato abbia avuto contatti o passaggi in Liguria.

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