Site icon UOMINI LIBERI

Dai bidoncini alla lista: il curioso percorso di Livio Di Tullio

Nei mesi scorsi Livio Di Tullio, nella veste di presidente di Federconsumatori Savona, non aveva usato parole leggere sulla raccolta rifiuti cittadina. Anzi: aveva diffidato Comune e Sea-S, chiedendo persino al difensore civico Francesco Cozzi di valutare «se sussistono i motivi per un suo intervento a tutela dei cittadini savonesi».

Un atto tutt’altro che simbolico, accompagnato da critiche precise a un servizio che molti savonesi continuano a vivere tra sacchetti lasciati in strada, ritiri discussi, contenitori insufficienti e regole che cambiano da una zona all’altra. Insomma, il Di Tullio presidente dei consumatori pareva aver alzato il cartellino rosso all’amministrazione Russo.

Poi però la politica è una lavatrice potente: mette tutto dentro e, se necessario, cambia colore anche alle posizioni più nette.

Oggi Di Tullio è candidato alle prossime elezioni comunali nella lista del sindaco Marco Russo. E sui social condivide il post dell’ex sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il quale racconta con orgoglio la scelta di togliere i cassonetti e imporre il porta a porta con i bidoncini: una misura inizialmente contestata, ma premiata — nel caso parmense — da risultati importanti nella raccolta differenziata.

Il messaggio sembra abbastanza chiaro: i bidoncini sarebbero la strada giusta, le proteste il prezzo inevitabile del progresso, e gli amministratori impopolari andrebbero giudicati solo dopo aver atteso pazientemente i risultati.

Peccato che Savona non sia Parma. E soprattutto peccato che a Savona, fino a poco tempo fa, lo stesso Di Tullio non sembrasse affatto convinto che il sistema funzionasse così bene da lasciare tranquilli i cittadini. Tanto da chiamare in causa il difensore civico.

La domanda, quindi, non è se i cassonetti siano migliori dei bidoncini: ogni città può scegliere il modello più adatto, purché il servizio sia efficiente, pulito, comprensibile e sostenibile per chi ci vive. La domanda è un’altra: che cosa è cambiato, concretamente, da allora a oggi?

È migliorata la raccolta? Sono spariti i disservizi? I savonesi hanno finalmente trovato pace tra calendario, mastelli, sacchi e conferimenti? Oppure è semplicemente cambiata la collocazione politica di chi prima diffidava il Comune e oggi ne sostiene il sindaco?

Perché, a voler essere maliziosi, sembra di assistere a una raccolta differenziata delle opinioni: quelle scomode finiscono nel bidone dell’umido, quelle utili alla campagna elettorale vengono accuratamente riciclate.

Condividi