A pochi chilometri di distanza, due modi molto diversi di intendere lo sport pubblico e il suo rapporto con il territorio. A Quiliano, le manifestazioni sportive ospitate dal Palasport stanno diventando un vero e proprio motore di movimento economico e turistico: atleti, accompagnatori e famiglie arrivano da diverse regioni d’Italia, riempiono alberghi, frequentano ristoranti e portano vita alle attività commerciali. Non è solo sport, ma un piccolo modello di economia locale che funziona.
La Polisportiva quilianese lo sottolinea con chiarezza: la struttura non vive solo di eventi sporadici, ma di un calendario distribuito durante tutto l’anno, capace di superare la logica della stagionalità. In un territorio dove il turismo fatica spesso a trovare occasioni fuori dall’estate, lo sport diventa un alleato prezioso. Tornei, gare e raduni trasformano il Palasport in un punto di riferimento stabile per la comunità e per l’indotto economico.
Quiliano dimostra così una cosa semplice ma spesso dimenticata: lo sport non è solo attività agonistica o sociale, ma anche politica di sviluppo territoriale.
E inevitabilmente il confronto porta a Savona. Qui la situazione appare molto diversa. Al di là dell’eccellenza storica della pallanuoto, molte strutture sportive cittadine convivono con problemi cronici: palestre datate, il Palavolley che si allaga quando piove, lo stadio comunale inagibile da tempo. Nel frattempo, le scelte di investimento sembrano seguire altre priorità, come la realizzazione dello skatepark, simbolo di una programmazione percepita da molti come frammentaria.
Il paradosso diventa ancora più evidente guardando ai protagonisti: il presidente della Polisportiva di Quiliano, Aureliano Pastorelli, ricopre anche il ruolo di presidente della consulta sportiva savonese. Se a Quiliano lo sport riesce a essere un volano di iniziative e partecipazione, mentre a Savona continua a faticare, la differenza non può che essere ricondotta al contesto amministrativo e alle scelte politiche.






