Costa Azzurra in sete. E intanto si continua a costruire

Ben 45 comuni della Costa Azzurra sono in allerta siccità. Sono già state adottate le prime misure per contenere i consumi d’acqua. Ma no, non è (solo) colpa del cambiamento climatico.

Lo sviluppo edilizio iniziato negli anni ’50 – e che tuttora prosegue senza sosta – ha aumentato il numero di abitanti, soprattutto nei mesi estivi, ben oltre la capacità delle riserve naturali del territorio. Costruire un nuovo ecomostro significa consumare suolo, ma anche risorse idriche ed energia. Questi consumi non saranno mai compensati dagli oneri di urbanizzazione, che sono una tantum, né dalle tasse sugli immobili.

Lo stesso discorso vale per le automobili: non si può asfaltare ogni angolo libero della costa per far posto a strade e parcheggi.

Eppure il rischio c’è: basta guardare a Dubai, dove la cultura dell’asfalto e del cemento ha creato una giungla di ecomostri oggi venduti come lusso. Certo, lì hanno costruito sul deserto. Qui, forse, non sarà possibile… ma qualcosa si muove. A Jesolo, alcuni architetti “di grido” stanno ridisegnando il paesaggio come in un telefilm americano, con appartamenti di “lusso” pensati per stupire i Nando Mericoni del nostro tempo, e che Ivano & Jessica non vedranno l’ora di comprare.

Io però resto fedele alla casetta con l’orto intorno, magari con un pozzo e il tetto fotovoltaico. Oggi sembra un lusso. Ma fino a pochi anni fa era la normalità.

Totò Esposito

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