Site icon UOMINI LIBERI

Aborto: Come si fa a non parlarne? Con i commenti di “Pro-life insieme” e la replica dell’autore dell’articolo

L’aborto non è un diritto” ha sottolineato Vannacci e, effettivamente, ad oggi in Italia è così. La legge 194 del 1978 è nata da un compromesso e non prevede l’affermazione positiva del diritto all’aborto, non riconosce l’autodeterminazione delle donne, limitandosi a stabilire in quali casi l’aborto non debba essere considerato un reato. La legge elenca delle circostanze legate allo stato di salute della donna, alle sue condizioni economiche, sociali o familiari, alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito che rendono possibile abortire senza conseguenze penali. Questo è uno dei motivi per cui la legge ha molti limiti, ragione per cui l’Italia è stata spesso anche richiamata dalle istituzioni europee.
L’aborto non è un diritto», le associazioni pro vita devono entrare nei consultori e la pillola abortiva Ru-486 non deve essere somministrata in regime ambulatoriale o domiciliare. Famiglia, natalità e interruzione di gravidanza sono i temi cardine: «La linea parte dalla legge 194, che Futuro nazionale non propone di cancellare ma sulla quale chiede di spostare il baricentro sulla prevenzione dell’aborto e sul sostegno alla maternità». Dalla «remigrazione» alla «rieducazione», con Vannacci che propone di vietare programmi, scene e spot con contenuti definiti «genderisti/omosessualisti»
In soldoni il futuro è un chiaro ritorno al medioevo.
Dicono non parlate di Vannacci gli fate pubblicità può essere un concetto vero.
Ma Il fascismo rimase al potere in Italia dal 1922 al 1943, per un periodo di circa vent’anni. La sua lunga durata rappresenta uno dei temi più importanti della storiografia italiana, perché pone una domanda fondamentale: come fu possibile che un regime dittatoriale riuscisse a mantenere il controllo del Paese per così tanto tempo? Gli storici concordano sul fatto che non esista una sola spiegazione. La permanenza del fascismo al potere fu il risultato dell’intreccio tra consenso, repressione, propaganda, sostegno delle istituzioni e debolezza delle opposizioni.
Il silenzio è complicità ecco perché io continuo a denunciare le schifezze propagandistiche del ex generale, è una male pianta che se non viene estirpata subito può diventare forte e creare problemi.
Chiunque crede che l’Italia debba continuare ad essere un paese libero democratico liberale ha il dovere morale politico di contrastare chi vorrebbe riportare il Pese al medioevo

Roberto Paolino

Condividi