Qualcosa si muove. E stavolta non è il solito gossip da corridoio comunale. Stamattina, in un bar del centro cittadino – di quelli dove spesso il cappuccino si mescola con la politica – sono stati avvistati Fabio Orsi e Piero Santi, due consiglieri comunali ben noti, intenti in una conversazione intensa e prolungata, durata più di un’ora. Nessun caffè al volo, nessun incontro casuale. Sguardi seri, gesti misurati, tono basso ma denso: chi ha orecchie da cronista sa riconoscere quando c’è aria di manovra.
E no, nessuna ombra di Angelo Vaccarezza, il deus ex machina del centrodestra savonese degli ultimi vent’anni. Anzi, proprio l’assenza del “grande regista” ha dato al tutto un sapore nuovo. Orsi e Santi – due pezzi da novanta, liberi da vincoli di fedeltà e da pesi interni di partito – sembrano davvero intenzionati a rompere lo schema.
Un patto? Un progetto? Una lista del sindaco?
C’è chi già parla di un possibile laboratorio civico, una “lista del sindaco” per costruire un’alternativa seria a Marco Russo, il cui mandato fin qui ha prodotto più inciampi che risultati. Le crepe nella maggioranza si moltiplicano, e l’aria in città è sempre più satura di malcontento. Dai cantieri eterni alla gestione discutibile del commercio, dal caos rifiuti ai blackout istituzionali, la giunta sembra più l’Armata Brancaleone che una coalizione di governo. E questo i cittadini lo vedono.
In questo vuoto di leadership e visione, l’ipotesi di un polo alternativo prende quota. E Orsi e Santi – stimati, concreti, radicati – potrebbero esserne i promotori. Non come uomini soli al comando, ma come catalizzatori di una rete civica capace di attrarre personalità competenti, trasversali, disposte a rimettere Savona al centro.
Un incontro non fa una rivoluzione, certo. Ma in politica tutto inizia con un gesto.
Un caffè. Una chiacchierata. Un’intesa silenziosa. Forse oggi è nato qualcosa. Forse no. Ma se i segnali contano ancora qualcosa, stamattina è andato in scena il primo atto di una possibile svolta.
E in fondo, in una città dove tutto sembra fermo, vedere qualcuno che si muove – davvero – è già una notizia.






