Centinaia di savonesi spiati: l’inchiesta sulle banche dati riservate

Per anni informazioni riservate su cittadini savonesi sarebbero finite fuori dai canali istituzionali. È questo il cuore dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Savona, guidata dal procuratore capo Ubaldo Pelosi, raccontata da Marco Preve su la Repubblica.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’indagine nasce dalla denuncia di un maresciallo della Guardia di Finanza e riguarda un finanziere e un investigatore privato, entrambi indagati. L’ipotesi è che, tra il 2010 e il 2025, dati contenuti nelle banche dati riservate delle forze dell’ordine possano essere stati consultati e trasferiti senza titolo.

Non si parla di informazioni qualsiasi. La banca dati Sdi contiene, fra l’altro, denunce, querele, precedenti penali e segnalazioni; Serpico permette di incrociare dati dell’Agenzia delle Entrate con informazioni finanziarie, bancarie e fiscali. Archivi ai quali si accede per ragioni di servizio, con regole precise e responsabilità altrettanto precise.

L’ipotesi investigativa, tutta da verificare nelle sedi giudiziarie, è particolarmente delicata proprio per l’ampiezza del fenomeno: sarebbero centinaia le persone finite sotto osservazione senza saperlo. Cittadini che, secondo l’accusa, potrebbero essere stati oggetto di ricerche non giustificate da un’attività istituzionale, ma collegate a interessi privati.

Il quotidiano riferisce anche di contatti telefonici tra il finanziere e l’investigatore e di accessi alle banche dati temporalmente compatibili con quei rapporti. Il militare, già raggiunto da un provvedimento di sospensione e sequestro poi annullato dal Riesame e confermato dalla Cassazione, resta al centro di contestazioni che comprendono anche l’ipotesi di corruzione.

Vale, naturalmente, la presunzione di innocenza: saranno le indagini e un eventuale processo a stabilire fatti e responsabilità. Ma il caso pone già una questione seria. Le banche dati pubbliche non sono un pozzo dal quale attingere informazioni per curiosità, convenienze o incarichi privati. Sono strumenti potentissimi, affidati a chi li utilizza nell’interesse della collettività.

Se quella fiducia viene tradita, non è soltanto un reato da accertare. È una ferita al rapporto tra cittadini e istituzioni.

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